In realtà nessuna ricalibrazione tramite AR + MA, ed ogni sua variante (quindi anche ARIMA) secondo me andrebbe bene in questo caso perchè non catturi i "volatility clusters". Quindi porporrei GARCH, se proprio vogliamo procedere in modo professionale. Nel mio articolo non ho voluto esserlo troppo perchè i dati sulle serie storiche sono annualizzati e perciò sarebbe un po’ azzardato voler applicare sistemi che richiedono molti dati passati, volatilità compresa. Un MA penso vada discretamente bene per dare un’idea generale di quello che capita.
Riguardo al VAR: il problema grosso di quel metodo è che da una stima di massima del quantile trattato. Certo nelle banche vogliono un bel numerillo semplice semplice da comprendere (specie per i CEO che poco tempo hanno da dedicare alla statistica raffinata). Però il VAR, mettiamocelo in testa, è una mezza fregatura.
Se sei interessato a questo genere di analisi del rischio ti consiglio, sempre che tu riesca ad ottenere almeno i dati mensili del GDP real growth, expected short-fall oppure analisi tramite EVT. A tal riguardo, io propendo sempre di più per GEV piuttosto che il GPD.
Per qualunque altra informazione, lascia pure un commento sul nostro sito al link dell’articolo e ne possiamo parlare meglio.
Un saluto
Marco
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito
