vediamo se ce la faccio...
Non è un punto da programma "europeo", i ministeri non sono competenza europea
male, promuovere consorzi è molto meno efficace che promuovere la co-generazione o incentivi che spingano alla formazione di consorzi, questo genere di approccio tardo-statalista dall’alto porta solo alla formazione di coacervi politico-economici inestrivabili
male, è identico al PDL e non c’è una sola parola sui diritti umani, oltre ad essere fuffa pura perché non da indicazioni sul come
nemmeno questo è "per l’Europa", senza considerare che formulata così è un’espressione assurda escludendo dall’elettorato attivo qualsiasi condannato, anche quelli per reati connessi all’esercizio dell’attività politica, Mandela non si potrebbe candidare e così nemmeno chi ha praticato lealemnte ed apertamente la disobbedienza civile e/o ha fatto resistenza alle autorità o a leggi ingiuste
questa è ridicola, un’autority che vigila sulla BCE, evidentemente si finge di ignorare come funziona la BCE per fare un po’ di populismo a buon mercato
l’eliminazione del divario tra Italia e paesi europei di punta non può certo essere questione di politica comunitaria, in Europa genererebbe fondi per gli ultimi paesi entrati nella UE, non certo per l’Italia
nemmeno questo ha niente a che fare con un programma per le europee, trattandosi di azioni che devono ricevere un imput nazionale
questa è la più stupida
non si è mai vista la costituzione di un esercito nella speranza vaga che poi emerga un’autorità politica alla quale demandarne il controllo, non sarà ceto l’esistenza di un esercito europeo a stimolare una politica estera comune, sembra una presa in giro molto pericolsa ed avventrista
anche questo non si fa in Europa ma in Italia
anche questo è uno specchietto per le allodole, per avere un documento del genere occorre l’unanimità europea che non c’è e non è prevedibile a breve
anche questo non è oggetto di programma "europeo"
Poche idee e confuse, si confonde l’elettorato con dichiarazioni condivisibili quanto campate in aria, si spacciano per programmi "europei" leggi che spettano al parlamento nazionale, il programma oltre ad essere striminzito è quindi avulso dalla realtà, semplice per attirare i semplici con banalità apparentemente condivisibili, nella realtà è un pacchetto di fuffa declamata come se fosse un reale impegno con gli elettori.
Quale idea d’Europa ha l’IDV?
Non si capisce certo dal programma, che piuttosto si propone come il solito vago compitino, inutile quindi menarla con l’IDV che ha il programma e gli altri che non ce l’hanno: questo non è un programma, tantomeno un programma europeo
Quanto al valore dei candidati, posso citare l’esempio di Bologna dove il personale dell’IDV si è coperto di ridicolo o quello dell’Abruzzo dove l’IDV non è riuscita a tenersi fuori dalla mare di scandali che ha sommerso la regione, fino allo stesso Di Pietro, che a parte la retorica legalitaria non è mai riuscito a delineare linee di sviluppo (economico, culturale o economico) per il paese, scivolando sempre di più nello stesso pressapochismo con il quale le altre formazioni politiche hanno sempre ammantato una quotidianità fatta di intrallazzi e bassa gestione del potere
Il mio articolo non vuole essere un incitamento all’astensionismo, quanto piuttosto l’ennesimo richiamo ai cittadini a non lasciarsi turlupinare da sciocchezze del genere, poi se qualcuno ci rimane male perché innamorato di questo o di quello e dell’idea di una "diversità" ci rimane male, non credo di poterci far molto. Resto sempre convinto che sia meglio ragionare sul piano della realtà evadendo l’arena spettacolare nella quale la classe dirigente vorrebbe circoscrivere il dibattito pubblico
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