Nell’articolo manca l’essenziale: il counseling è sostanzialmente un business che fa leva sul disagio dei singoli per fare profitto. Nel mondo di oggi dove molta socialità si è persa, dove le persone siedono in trance davanti a vuoti tubi catodici o LCD, il disagio di vivere cresce. Su questo disagio i furbi si possono arricchire, ribaltando sul singolo la malattia della società. Troveranno sempre dei sempliciotti disposti a spendere una fortuna dietro a un coach, un trainer, un counselor, un mago, un prete.