Il sistema capitalistico ha le sue contraddizioni. Una delle principali è questa: per competere e conquistare i mercati bisogna essere più efficienti, lavorare di più e produrre a prezzi inferiori, ma a forza di essere efficienti la capacità di produrre supera quella di acquistare. Quando con la automazione un solo uomo controllerà le macchine che faranno tutto da sole a chi venderà le sue schifezze di prodotti?
Vince chi lavora di più a prezzi inferiori, e infatti oggi vince il capitalismo di stato cinese dove i lavoratori sono vicini alla schiavitù. Alla fine il sistema collassa per eccesso di capacità produttiva e carenza di capacità di acquisto.
Non credo che ci siano all’ orizzonte rimedi perchè il concetto di competizione come cosa nobile è riconosciuto (purtroppo) sia dagli schiavi sia dai padroni.
Occorrerebbe cambiare approccio mentale:
il lavoro non è un diritto ma un dovere da rispettare con moderazione e solo se necessario alla comunità o al proprio divertimento
chi è più bravo non ha diritto a nulla di più. Al diavolo i vincitori
la maggior parte dei lavori svolti attualmente sono inutili e dannosi
il lavoro non si crea, perchè è una cosa da fare, che serve alla comunità; o serve o non serve. Di sicuro non dovrebbe servire ad arricchire nessuno
i soldi non servono per dare lavoro. Sono uno strumento contabile, una invenzione che vale solo se riconosciuti da chi li usa
Lavorare meno e lavorare tutti non ha senso in un mondo dove la competizione è la regola, ma solo in um mondo dove si lavora (il meno possibile) per il bene della comunità, una roba tipo boscimani, non certo tipo wall street.
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