sì, ridimensioniamo i soldi che lo Stato da alla Chiesa.
Peccato che, se lo Stato da soldi alla Chiesa, dalla Chiesa originano migliaia di realtà di sussidiarietà locali (caritas, centri di ascolto, aiuti nelle parrocchie, gruppi di aiuto negli ospedali, parroci che distribuiscono viveri e indumenti alle famiglie in cattive condizioni economiche, oratori, campi estivi per ragazzi, doposcuola, centri di consulto psicologico e medico gratuito, case famiglia, missioni nei Paesi poveri) che mi sa che valgono, economicamente ma soprattutto socialmente, qualcosina in più di quanto la Chiesa percepisce. Al di là dei preti pedofili e del Clero bancario di cui tanto parlano i mezzi di comunicazione, questa è gente che fa cose. Sono cittadini italiani che operano per il bene della comunità, cosa che lo Stato non fa o fa con risultati risibili.
Abbiate il coraggio, o voi "razionalisti", di spiegare al popolo come pensate che lo Stato possa sopperire all’eventuale mancanza dell’opera di cui sopra, con una distribuzione di massa di psicofarmaci?
Un saluto
Danilo
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