Questa descrizione "quando l’ascesa di Hitler spinge anche molti capitalisti ebrei a emigrare" è a dir poco fantasiosa. Chiunque abbia studiato un minimo di storia della persecuzione nazista sa che agli ebrei tedeschi prima ed europei poi venivano sequestrati tutti i beni mobili e immobili. Rimanevano ben pochi di quei "capitali": ed è ovvio che se a un "capitalista" togli i capitali rimane solo un essere umano. Questo erano gli ebrei che fuggivano dall’Europa nazista e questo erano anche quelli che fuggivano dalla Russia zarista; la differenza è che i secondi erano più politicizzati in senso socialista. Ma ovviamente liquidare la faccenda con l’arrivo dei "capitalisti ebrei" (e non di gente perseguitata per motivi razziali o di militanti socialisti) è ben più funzionale al discorso di fantasia che si cerca di sostenere. Denigrare l’immigrazione ebraica (poveracci in fuga da morte certa) per amplificare il senso aggressivo colonialistico della vicenda è discorso politico che altera la realtà storica e ne costruisce uno utile per sostenere l’interpretazione politica dell’attualità.
Si altera la storia "dimenticando" che Gerusalemme aveva una maggioranza ebraica già alla fine dell’Ottocento (cfr. Studi su Gerusalemme, http://books.google.it/books?id=hWK... pag. 165, nota 119), che altre città come Safed o Tiberiade sono sempre state, per secoli, città ebraiche; si "dimentica" che ben prima della rivolta del 36-39 c’erano stati la strage di Tel Hai, il primo massacro (di ebrei) nella storia del conflitto e poi gli scontri sanguinosi del 20-21 e poi del 29, ivi compresa la prima "pulizia etnica" avvenuta in quella terra, praticata da arabi contro la comunità ebraica di Hebron http://it.wikipedia.org/wiki/Massac...
Né si fa cenno alcuno alla guerra civile del ’47 e a quella aperta del ’48 in seguito alla quale, allora sì, i palestinesi fuggiti (o espulsi) dal territorio diventato israeliano si insediano anche a Gaza.
Ma tutto è ridotto e spiegato con l’immigrazione di "capitalisti ebrei". E poi ci si lamenta delle "antiche sciocchezze diventate luoghi comuni indiscutibili".
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