(---.---.---.101) 18 dicembre 2013 19:49

L’autore dell’articolo tralascia parecchie considerazioni, ad iniziare da quelle esposte nel commento (,...,115).
Sopratutto tralascia quello che a mio parere è l’argomento decisivo, purtroppo mai evidenziato da nessuno.
Mi riferisco al fatto che un partito è (o dovrebbe essere) una associazione di liberi cittadini che perseguono interessi ed obiettivi comuni e si riconoscono in comune sentire.
Al pari quindi di un sindacato, o di una associazione di categoria (tipo confindustria); strutture che si reggono sulle quote dei soci e sui contributi di privati che vogliono appoggiarli.
Vogliamo prevedere un contributo dello Stato anche per tutti costoro?
E poi non sarà mica obbligatorio versare questo 2xmille: almeno speriamolo!
Si tratta in definitiva di una percentuale delle proprie tasse che ciascun cittadino può destinare alla politica, così come ora fa per i culti religiosi o per uno determinato soggetto che ritiene meritevole di sostegno.
A nessuno salta in mente (forse neppure all’articolista), di sostenere una qualsiasi associazione benefica "XYZ" ponendo la condizione di poter sindacare su come utilizza quei denari. Se poi vengono messi a capo della "XYZ" dei malfattori e disonesti, saranno questi a dover essere scoperti e perseguiti secondo legge.


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