(---.---.---.151) 27 giugno 2013 17:49

Condivido completamente il contenuto dell’articolo, tranne l’idea che a beneficiare dalla situazione per conseguire successo sia stato solo il "signor B.": a me pare che il degrado morale e culturale e quindi anche politico, abbia radici molto più lontane nel tempo che non i soli ultimi 20 anni di cui parlano tutti e molto più estese nella popolazione, attraversando ogni ceto sociale ed ogni orientamento ideologico, indifferentemente. Forse però ho capito male: in effetti riconosco che poi si parla, giustamente, di "molti Berlusconi".

Ma tutto questo ormai conta relativamente; il punto centrale su cui vorrei portare l’attenzione è un altro: quell’individualismo, giustamente citato nell’articolo, da cui deriva la disaffezione verso il principio della correttezza, sia personale che sociale, che ha stravolto i canoni di valutazione di molti italiani che ormai considerano l’onesto un "fesso" e il disonesto un "furbo".

Quello che dell’uomo della strada difficilmente emergerà dalle interviste, è un atteggiamento molto più allarmante: che si consideri "giusto" evadere il fisco, a motivo dello sperpero del denaro pubblico proveniente dalle tasche dei cittadini, che viene fatto poi dalla classe dirigente. E purtroppo anche tale sperpero è innegabile, essendo ormai da tempo sotto gli occhi di tutti e continuando a dispetto della crisi e degli scandali.

Io credo (ma sottolineo che questa è solo una mia opinione personale) che evasione ed elusione siano solo una delle due facce del problema. L’altra è rappresentata dall’uso immorale del potere, fatto di appalti truccati, sprechi, privilegi; ma anche di stipendi e pensioni (statali, quindi stabiliti per Legge: è questa la cosa grave) astronomici, anzi peggio: si tratta di cifre che non si sognerebbe nemmeno chi è andato veramente sulla Luna. Redditi superiori anche a quello del Presidente degli USA. Ma chi sono mai queste persone, cos’hanno mai fatto per farsi pagare così tanto?

Evadere il fisco è una truffa ai danni della collettività, e su questo non ci piove; ma non lo è, forse, anche il furto legalizzato fatto da questi parassiti di alto profilo, prostituiti e compiacenti all’ordine costituito, nel quale spesso fanno carriera? Quando vedo certi personaggi altolocati imbonire l’opinione pubblica con discorsi altisonanti, tronfi e forti della propria importanza intellettuale e sociale, mi viene da pensare a quei titoli onorifici di fantozziane memorie: "Gran Farabutt", "Gran Figl di Putt", etc., che descrivono siffatti tomi molto meglio dei loro titoli ufficiali di "Dott.", "Prof", "Commend.", "Cav", "On." e via dicendo.

Ci vorrebbe un sistema fiscale più giusto, più flessibile e meno terroristico, soprattutto perché la severità della pena non aiuta nessuno, mentre una sanzione solo amministrativa non impedisce il recupero del dovuto. Insomma: ragionevolezza e buon senso da una parte e intransigenza (niente privacy e niente sconti) dall’altra. Ma questo non basta: ci vuole una rivoluzione culturale che consenta la realizzazione di strumenti atti a contrastare anche la furbizia e la disonestà "istituzionali". Altrimenti è tutto inutile, perché la Repubblica Italiana continuerà ad essere preda di tali "ladri di Stato", che più soldi recuperano, più ne rubano.

Manny


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