(---.---.---.183) 14 maggio 2013 19:58

Magistero >

Passato l’effetto “novità” comincia l’arduo cammino del Buon Pastore.
Anche Papa Francesco dovrà “imparare” a confrontarsi con i problemi e le sfide di una realtà globalizzata.
Dovrà sempre ricordare il suo ruolo “guida” nell’indicare la via a comunità tanto distanti quanto diverse per cultura e condizioni di vita.
Non potrà “limitarsi” a proiettare l’immagine dei valori “simbolici” collegati ai Suoi schemi mentali ed alla Sua esperienza di vita.

Un’attenta e ponderata scelta delle parole è il vero passaggio chiave.
Soltanto così il Suo messaggio potrà avere portata universale.
A mo’ di esempio.
Prospettare una Chiesa “povera, per i poveri” suona come ricerca di un rapporto “esclusivo” con le realtà più emarginate.
Proporre la suora “madre e non zitella” sembra declassare i meriti di milioni di donne nubili che si prendono cura di parenti e nipoti.
Sintesi.
E’ facile echeggiare i toni di un “pauperismo” mai risolto. Ma è la “universalità” del verbo Petrino che “marca” l’impronta della missione Papale.
Sono le “scelte” più impegnative il dettato di una Fede, senza miracoli


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