Che destra e sinistra siano un fenomeno del XX secolo e che ora sia forse il caso di abbandonarli passa per il cervello a pochi... forse dovremmo iniziare a preoccuparci del "dritto" e dell’"indietro" (soprattutto di quest’ultimo, ahimè!). Per cui la critica ad una presa di coscienza politica, estranea al dictat, non dovrebbe più ricondursi all’antiquato stereotipo di "sinistroide contestatore" e "destrorso reazionario". Se iniziassimo a ragionare tutti su cosa va effettivamente male, senza farci prendere dalla volontà di difendere vetuste tradizioni politiche familiari e da pomposi anatemi scagliati da seggi oramai delegittimati e logori? Tanto sono poco difendibili la destra come la sinistra! Davanti al loro comune fallimento storico, mi chiedo, cosa c’è ancora da salvare?
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