(---.---.---.237) 15 giugno 2012 12:49

Alesina e Giavazzi sono tipici esponenti di una classe di economisti legati - più che a un’ideologia - a una fede di tipo religioso. Il loro neo-liberismo (in realtà vetero-sudditanza al potere dell’1% di nababbi) resiste a qualunque dimostrazione sugli effetti nefasti che tale dottrina ha proditto e continua purtroppo a produrre. Come si fa a sostenere che le teorie keinesiane sarebbero "decrepite", mentre decrepito e obsoleto si è appalesato il credo sulla perfezione del mercato e sulla sua presunta capacità di "autocorreggersi"? Mi sembra evidente che non solo la storia ma neanche l’attualità insegni qualcosa a queste menti, cui purtroppo si continua a dare credibilià.


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