Ecco un articoluccio bell’esempio di faziosità gratuita e, peraltro, puerile. Ma l’autore crede seriamente che quanto ha scritto sia pertinente all’evento che vorrebbe commentare? Conti di cassa (sbagliati o quanto meno incompleti, visto che l’indotto di questo evento ha di gran lunga superato le spese), apologie razziali (è l’autore per primo a dimostrarsi razzista, perchè il Papa ha parlato a tutti quelli che hanno voluto ascoltarlo), livore e supponenza (spesso i religiosi, magari lontani da una "casta", hanno più conoscenza e comprensione di famiglie che non gli atei singles o semplicemente i laici); per finire con uno sproloquio fuori tema sui diritti delle donne. Che sono assoluti, sacrosanti e indiscutibili: guarda caso, proprio il cristianesimo ha riconosciuto alla donna (guarda un po’, per citarne una a caso, la Madonna) la sua piena e totale dignità e centralità nel creato. Ma, no: secondo l’autore il Papa avrebbe dovuto fare il femminista stile anni ’70, forse.
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