A me la bozza di legge elettorale prospettata da Violante&co non fa impazzire, se non altro perché non reintroduce le preferenze, ma resta il fatto che nessuno, ad oggi, in Italia ha il diritto di scegliere il governo, eccezion fatta per il Presidente della Repubblica e il Parlamento. L’idea di un sistema parlamentare in cui si possa eleggere con rigore quasi logico-deduttivo il governo esiste solo in Italia, se si eccettua il breve esperimento israeliano, naufragato perché la scelta diretta del premier ingessava il sistema parlamentare, togliendogli elasticità. Se si vuole un sistema che contempli la scelta effettiva del governo (e non come è accaduto negli ultimi vent’anni, ossia con una scelta farlocca) si passi al presidenzialismo all’americana o al semipresidenzialismo alla francese. Se si inizierà a discutere di questo, allora io dirò i motivi per cui non mi piacciono né l’America né la Francia. Fino ad allora, continuerò a dire che, se il timore è quello dell’inciucismo, non è facendo eleggere dai cittadini il governo che ce ne libereremo, mentre la strada da seguire dovrebbe essere quella della trasparenza della politica in generale, come dimostra l’esperienza di altri paesi in cui può essere ragionevolmente predetto, ma senza alcun vincolo e lasciando spazio a emergenze e contingenze vaire, quali saranno premier e coalizione, e in cui allo stesso tempo l’inciucismo è ai minimi.
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