Se l’obiettivo è un sistema più equo nei confronti dei poveri, sono dell’idea che le imposte indirette siano uno strumento inefficace per raggiungerlo.
Le aliquote IVA su beni di largo consumo, soprattutto alimentari, sono già ridottissime (4%) e non credo ci sarebbero vantaggi significativi a ridurle ancora, inoltre esistono molti altri beni del tutto esenti.
L’iva ridotta poi va a vantaggio dei poveri, ma anche dei ricchi, perchè
quando comprano beni di largo consumo l’aliquota è la stessa per tutti
dato che l’iva non tiene conto di chi è il compratore. (cioè, su un pacco di pasta Cipputi e Marchionne pagano uguale)
Imposte come l’Irpef possono invece esser disegnate per tener conto di molte caratteristiche personali (figli a carico, abitazione, ecc.) che permettono di "personalizzare" l’imposta in base alla condizione di colui che la paga. (e Marchionne paga più di Cipputi)
Quindi credo che l’equità del sistema venga perseguita meglio attraverso le imposte dirette.
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