paolo (---.---.---.91) 22 febbraio 2012 17:02

Voglio vedere se riesco a riportare un pò di serenità perché gli argomenti sono delicati e anche di difficile soluzione .
Nel suo stile indubbiamente irruento ,Riva afferma una verità ,ovverossia che la bocciatura referendaria del nucleare sia stata frutto del radicalismo politico intriso di demagogia che ha dilagato sui blog e sui media per mesi ,specialmente dopo Fukushima .Invece di affrontare il problema da un punto di vista scientifico ,si è utilizzata la propaganda più spicciola e demenziale ,fatta di luoghi comuni come i vitelli con due teste ,il fungo atomico di Celentano , le leucemie infantili poi smentite da dati che indicavano nell’Italia il paese ha maggior incidenza in Europa ,ancorché denuclearizzato . e via cosi’ ....
Nei nunerosi post sui quali (spesso assieme a Riva ) mi sono confrontato , dilagava il qualunquismo tecnologico più devastante senza avere una minima idea degli argomenti , non alla portata di tutti ,che venivano affrontati con una superficialità disarmante . La cosa grave è che i politici (vedi Di Pietro ) hanno pure loro cavalcato le paure al solo scopo di ricevere consenso .Spaventare è sempre stato un metodo efficace( ShaKespeare docet) .

D’alta parte però le argomentazioni che ho letto nei commenti precedenti riguardo l’ incidenza sul clima degli effetti antropici non possono essere oggettivamente negate , caro Riva , anche se c’è indubbiamente una corrente di pensiero che tende a minimizzarne gli effetti . Il problema è che che sono relativamente pochi gli anni in cui l’uomo incide massivamente con le produzioni industriali e gli accumuli (per ora) non hanno raggiunto i livelli di irreversibiltà che qualcuno ,fondatamente ,invece paventa .

Purtroppo nel frattempo paesi prima considerati terzo mondo (qualche miliardo di individui)si sono lanciati sfrenatamente nel consumo di energia ed è quindi ipotizzabile una progressione esponenziale del problema dell’accumulo .Tra 50 o 100 anni ,se non si pone freno alla combustione dei fossili ( e la CO2 non rappresenta l’unico problema) arriviamo inesorabilmente alla frittura mista del pianeta.


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