(---.---.---.230) 6 febbraio 2012 08:22

Beh, è l’effetto "io c’ero", avere qualcosa da raccontare ai nipotini in vecchiaia.


Cinismo a parte, credo che all’isola del Giglio un certo tipo di turismo non faccia poi tanto schifo, porta comunque soldi. Immagino sia oggettivo.

E guardando le cose in prospettiva, nel lungo periodo rispetto al quale la dimensione emotiva sarà scemata nell’oblio, la Concordia, specie se affonderà negli abissi invece di essere recuperata e trainata a riva, diventerà uno dei relitti sui quali è tanto figo fare immersione subacquea, turismo ricreativo, e nessuno ci trova niente di strano, anzi è considerato un hobby bello assai. Il nostro mare è pieno di relitti e credo che nessuno si scandalizzi all’idea di immergersi e scattare foto bellissime di spugne e pesci che ne hanno colonizzato lo scafo, trasformando la morte in nuova vita. C’è chi certe immagini le posta addirittura su flickr e sotto i commenti sono sulla qualità tecnica della foto, mica su altro. Eppure magari su quel relitto, anni addietro, magari centinaia di anni addietro, qualcuno c’è morto. Oggi è solo una meta turistica e non si pensa ai cadaveri ha comportato.

La Costa Concordia sarà qualcosa di diverso tra 70 anni? Non è cinismo il mio, succede già oggi, le immersioni sui relitti già esistono. Chi ci si tuffa ci pensa mai che forse ci è morto qualcuno?

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