Concordo in pieno: oggi la rete e’ un formidabile veicolo di informazione e di indignazione; e’ per questo che il suo controllo o la sua manipolazione sono pericoli molto gravi.
Sono convinto che ci siano molti professionisti della disinformazione che stanno lavorando in quelle direzioni; ad esempio, la circolazione di catene di san antonio che contengono informazioni sballate mi puzzano tanto di essere esperimenti di quei professionisti: chi si ricorda la ripresentazione di appelli per Amina due anni dopo che il caso si era felicemente concluso?
Dissento pero’ su un punto che ritengo importante, non una pignoleria: Mussolini era attentissimo alla immagine sua e del fascismo, sia giornalistica che fotografica. Direttamente e attraverso l’agenzia Stefani inviava minuziose veline a tutti i giornali, radio e cinegiornali; anche il Minculpop era attivissimo. Non soltanto l’OVRA raccoglieva informazioni sull’umore e i sentimenti degli italiani.
E’ grazie all’attentissimo controllo dei flussi di informazione che in una quindicina di anni gli italiani sono diventati quasi tutti convinti fascisti.
Berlusconi, prima di entrare personalmente in politica, disponeva di quasi tutti gli esperti pubblicitari italiani. I pubblicitari non si limitano a costruire messaggi convincenti ma misurano accuratamente, attraverso le vendite e le scelte dei consumatori, l’effetto dei loro messaggi.
Un esempio clamoroso e’ stato quello del lancio di tanti mega-cartelli stradali con un pupo grassoccio che diceva "Fossa Itaia", quasi un anno prima che "improvvisamente" B si inventasse la sua "Forza Italia". L’effetto fu tale che papa Woytila, durante una partita di calcio esclamo’ : "Forza Italia!" e fu "casualmente" ripreso in TV. Poi, sempre "casualmente" B chiamo’ "Forza Italia" il suo partito e domino’ l’Italia per quasi un ventenio con un consenso altrimenti inspiegabile...
Oggi, quegli esperti non progettano cartelli stradali, ma blog e campagne di interventi sui blog.
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