illupodeicieli (---.---.---.198) 28 ottobre 2011 12:55

Quando vengo a sapere cose del genere, mi viene in mente il caso Omsa, suggerisco sempre di usare le mani e verificare se ciò che si acquista è fatto in Italia oppure no. Se sì e me lo posso permettere, mi serve e ne ho bisogno, lo compro. Se posso faccio una verifica per sapere se è davvero made in Italy oppure l’etichettatura è falsa, riporta false indicazioni. Purtroppo i nomi della moda, ma potrei parlare ,perchè lo frequento, del mondo dell’arredamento, spesso sono, appunto, solo nomi, firme, e la produzione è delocalizzata o,come potrebbe suggerire qualche servizio tv, qui da noi cuciono solo l’etichetta per darle il giusto pedigree. Come con il bestiame, la carne, è sufficiente che stia qui alcuni giorni per essere naturalizzata italiana. Quanto ai soldi di Belen dipende se avrà anche dei diritti sui prodotti oppure è solo testimonial del catalogo. Nomi tv so che ,nell’arredamento almeno, hanno preso 100/150 mila euro più la percentuale sul venduto e non so se, in caso di presentazione,fiere o eventi, abbiano partecipato gratis oppure no. La mia preoccupazione è per i lavoratori di questa e altre aziende, turlupinati da queste persone , i titolari, che troppo spesso sono attaccati solo al denaro e a studiare il modo per raggiungere quel solo obiettivo. Ora non comprare più prodotti fatti fuori dall’Italia penso sia giusto e doveroso: personalmente cerco di farlo (non compro Nike o cose simili) e non acquisto nei centri commerciali, nei franchising, nelle città mercato e negli outlet, e proprio perchè il denaro ,quel denaro, dà stipendi bassi ai miei connazionali e invia molto denaro all’estero.In quest’ultimo caso occorre sapere che molte colpe sono delle amministrazioni locali che ,quando un nome importante, prendi Ikea ad esempio, chiede se e come può aprire un punto vendita (che loro chiamano impropriamente fabbrica:avranno altre agevolazioni?) si mettono subito a disposizione come zerbini ignorando quanti danni economici fanno quei megacentri.


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