paolo (---.---.---.138) 11 giugno 2011 09:54

Senza alcuna pretesa di contraddittorio ,anche perchè ,seppure ad una prima lettura , l’articolo riflette una posizione generale condivisibile , mi dice Termometro qual’è quel ciclo industriale a saldo inquinamento zero? .La produzione dell’impiantistica per un fotovoltaico o l’eolico ,per non parlare di una centrale termica a combustione di fossili, non comporta un costo in termini di ecocompatibilità ? 

A parte la componentistica , che deve anche essere ovviamente trasportata (quasi tutto su gomma), il riciclaggio per es. dei pannelli fotovoltaici (che avviene con processi termodistruttivi) non comporta nulla? E che dite del fatto che per produrre i pannelli si impegna una quota di energia spesso superiore alla resa? .E l’eolico ? Come si producono i pezzi di fusione e i gruppi generatori ,le torri ecc...,e come si riciclano al termine della loro vita ?
L’impressione è che ciò che non si vede non inquina e questo criterio lo si può applicare tanto al nucleare quanto a tutte le altre tipologie energetiche .
Non mi sembra pertanto un’argomento decisivo per testare la ecocompatibilità del nucleare , fermo restando che sono in gioco densità energetiche incomparabili tra di loro .

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