paolo
(---.---.---.56)
8 maggio 2011 21:37
No 218 non è cosi’ , mi spiego meglio . Che tutto il paese soffra di una crisi morale ed etica ,specialmente nella politica , è fuori discussione , ma non venitemi a dire che la Toscana od il Piemonte sono contesti sociali assimilabili alla cultura mafiosa che impregna la società meridionale . Semmai sono stati inquinati , che è cosa alquanto diversa . Non voglio arrivare ad affermazioni estreme del tipo che ormai la mafiosità è nel DNA del meridionale , che è ovviamente una sciocchezza , ma bisogna prendere atto con realismo della diversità dei contesti sociali e culturali. Il mio consiglio ,in contrasto con la premessa , era chiaramente paradossale per evidenziare il deficit di legalità delle istituzioni che dovrebbero tutelare i cittadini onesti . Dire però che tutti posti sono uguali è una generalizzazione inaccettabile , semmai continuando di questo passo si rischia di arrivare veramente ad una omogenizzazione del fenomeno mafioso . Il caso Lombardia è un’esempio . La tragedia di questo paese è che le istituzioni (tutte) sono state permeate ,per ragioni storico sociologiche , di cultura meridionale barocca e mafiosa ,diventando il modello dello stato . Le fortune politiche della Lega sono partite proprio dalla denuncia di questa situazione . Roma , Napoli e Palermo hanno fatto "cultura " anche nella televisione e nella cinematografia del dopoguerra , creando lo stereotipo di un’Italia dove il furbo aggira le leggi o si impone con la prepotenza . Mi sto dilungando , concludo .
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