Zag(c)
(---.---.---.71)
4 febbraio 2011 22:00
Non solo ti permetto di dissentire, ma anzi mi sproni e mi consenti di colloquiare e di confrontarmi. Ebbene devo correggere i fatti. La procura di Roma ( e non la Boccassini come erroneamente avevo detto) ha spiccato il mandato contro la giornalista ed il Giornale non perché rei , ma solo in quanto sede di possibile corpo del reato o alla ricerca di prove comprovanti il reato che altri aveva commesso ( eventualmente). E già qui vi è un salto qualitativo fra la necessità della ricerca del reato è le azioni messe in campo. Solo chi non l’ha mai provato non sa cosa significa subire una perquisizione in casa, figuriamoci una perquisizione corporale e su una donna. Il dramma che si compie e i danni che psicologicamente si subisce non si possono descrivere. Per anni si vive nell’angoscia e nell’incubo ogniqualvolta squilla il campanello alle prime ore dell’alba. La rabbia soffocata per la violenza subita, la privacy violata, l’intimità minacciata e messa a nudo. Le motivazioni che molto volte accompagnano questi atti, o solo motivano queste azioni giudiziarie, sono appunto la intimidazione, e la violazione dell’impunità supposta o reale dell soggetto . Se tutto questo si compie ad un giornalista , e per giunta una che non ha commesso nessun reato, ma ha fatto solo il suo mestiere, ( che piaccia o non piaccia) beh allora si capisce bene quale significato assume tutto questo e il risvolto della vicenda.
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito
