Infatti Marchionne parla di alzare i salari, non di abbassarli, né si creda che pensi di aumentare significativamente la produttività riducendo le pause di 10 minuti o spostando la mensa a fine turno.
La questione è un’altra.
In Italia è impossibile investire, non lo dice lui, lo manifesta il comportamento degli investitori.
Perché sia possibile farlo è necessario un cambiamento culturale, la fine della retorica del conflitto, il riconoscimento che dirigenti, tecnici ed operai di una azienda hanno un interesse comune, che il benessere dell’azienda è il benessere di tutti ed il contratto aziendale ne è lo strumento.
Un’azienda ha tanti nemici, ma nessuno di questi è interno.
Il vero nemico è la retorica del conflitto, quella della lotta di classe nella quale gli interessi sono insanabilmente contrapposti, quella che chiama gli imprenditori "padroni", quella che ha partorito il contratto nazionale a difesa dei peggiori.
L’offerta di Marchionne è quella di un italiano di buona volontà: noi investiamo un sacco di soldi in Italia anziché dove sarebbe giusto investirli, in cambio non siamo più in Italia.
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