(---.---.---.177) 13 ottobre 2010 23:12

È veramente molto grave.
Ma per contrastare meglio questi fenomeni, dovremmo prendere consapevolezza dei mezzi che usiamo. Dovremmo sapere che molto spesso affidiamo le nostre preziose parole ad aziende a cui non interessa molto di noi: google e facebook in testa, ma anche twitter, wordpress, ecc... Quando queste vedono un rischio anche minimo, preferiscono tutelare i loro interessi, più che le nostre libertà. Per Morgan Palmas si è mossa la polizia postale, per altri sospetto possa bastare una semplice lettera di un avvocato, e l’azienda, preventivamente, può decidere di togliere le nostre parole dagli spazi che sono pur sempre i loro.

Dovremmo cercare spazi più liberi, cioè meno condizionabili.


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