Molto sinteticamente, il punto è che la sinistra ha sempre confuso storicamente il capitale con il potere.
Non è sbagliato il capitalismo, cioè l’esigenza di dover disporre di un capitale per fare impresa e di avere un profitto che offra una remunerazione al capitale investito. Questo è un fatto tecnico , ineliminabile, pena la distruzione di un mondo in sviluppo e prospero.
Il dramma nasce quando, appellandosi al fatto che il capitale investito è a rischio, il potere di gestione è concentrato nelle mani di pochi, che possono manovrare anche in forme oscure e non trasparenti, e senza confini geografici, nel nostro mondo globalizzato.
Il dipendente può solo pretendere il rispetto delle norme dei vari contratti per quanto riguarda la sua posizione personale, ma non ha nessuna voce sui grandi temi delle strategie d’impresa , perchè, si dice , lui non "rischia" salvo poi magari trovarsi licenziato.
Occorrebbe un ribaltamento culturale profondissimo. Al capitale necessario per l’impresa, va assicurato sicurezza ed un equo profitto, il rischio si sposta sul lavoro, ma con il rischio si sposta anche il potere ed il controllo, da esercitare con trasparenza e senza speculazioni finanziarie.
E’ solo un cenno, che andrebbe approfondito, ma sono convinto che sia l’unica strada per avere un mondo giusto
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