sabato 11 gennaio - Marina Serafini

X-FILES

Una notte fredda dopo una giornata strana. E questa aria fredda, che mi avvolge il volto come una maschera cosmetica, sembra svegliarmi per la prima volta. Apprezzo questo stato nuovo che mi attiva i sensi.

 Esco in strada e vedo fantasmi: figure lunghe e dalle dimensioni varie che si aggirano a caso nel buio. Non hanno luce, nè catene cigolanti; solo cappotti e giubbini. Non é come nei film: non mi cercano per assalirmi, non vogliono spaventarmi o nutrirsi del mio sangue... Si trascinano dietro i propri passi, tra i rimasugli delle foglie secche sospinte dal vento. Non sento gemiti, solo lo stridio dei bus che manovrano piú avanti, combattendo con i freni consumati.

 Una notte fredda, questa, senza luna e senza odori nell'aria. Nemmeno un cane ad annusare i marciapiedi, né gatti sinuosi sui muretti. Vedo cassonetti ricolmi e macchine parcheggiate ovunque. Dicono sui giornali che é stato individuato un pianeta simile al nostro e che lí, finalmente, potremmo trovare forme di vita simili alle nostre. Ci interessa ? Non ci basta essere accompagnati da fantasmi che ignoriamo - e che ci ignorano a loro volta...Noi cerchiamo fuori. Siamo tanti, siamo troppi, e le risorse di questo pianeta sono giá ipotecate senza un domani.. E cerchiamo compagnia. Ci sentiamo forse soli in questo nostro mondo che nemmeno ci soffermiamo ad osservare. 

Un amico mi ha parlato della luce degli alberi, ed io l'ho vista davvero.

 Alcuni scienziati hanno descritto l'intelligenza delle piante e la loro capacitá di risolvere problemi. Ma per tanti di noi sono solo fili d'erba e foglie.

La vita ci circonda ma noi vediamo solo noia e solitudine. Cerchiamo oltre, nello spazio scuro, in luoghi che solo in pochi potranno raggiungere. Perché noi vogliamo sapere, vogliamo incontrare... 

Eppure qui noi non lo facciamo: non vogliamo sapere e non sappiamo incontrare. Qui noi litighiamo, sorvoliamo, guardiamo altrove. Qui, a casa nostra, senza nemmeno pensarci, deturpiamo, consumiamo e logoriamo tutto con la nostra bruttezza. Siamo gretti e malvagi, siamo ottusi e ignoranti. 

Non sappiamo, alla lunga, nemmeno dimostrare egoismo.

Il nostro mondo lo bruciamo; quello di altri lo agogniamo.

 Gli alieni siamo noi, nei confronti dei nostri simili, della nostra terra e di noi stessi. Ecco che l'ossessione di cercare intelligenze altre è il sintomo esposto di una urgenza radicale: la ricerca di ciò che è alieno rispetto a ciò che siamo - o che siamo diventati. Non si tratta quindi di quegli strani omini verdi con gli occhi da gatto, ma di intelligenze vive che facciano uso di capacità che noi non sappiamo attuare. 

Cosa é rimasto quaggiù, di quell'umano tanto osannato da filosofi e poeti?

Cerchiamo fuori, dunque, tra le stelle, ciò che non abbiamo il coraggio di trovare in noi stessi e ciò che non sappiamo vederci accanto.

In questi tempi in cui sembra che regni soltanto l'economia - una strana entità dagli effetti concreti, cui deleghiamo le nostre esistenze - risulta parecchio assente la coscienza economica di vita.




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