venerdì 12 maggio - Elena Ferro

Wikipedia e Turchia | La censura corre sulla rete

Avete saputo l'ultima novità dalla Turchia? Ebbene pare che le pagine di Wikipedia, la "pericolosa" enciclopedia on line che ha l'ardire di definirsi "libera", siano state bannate nientepopodimeno che dal Governo Turco.

L'accusa è che "Wikipedia diffonde falsità". A che proposito? Beh, avete fatto un giro di recente sul sito di Wikipedia?

Il J'accuse a Wikipedia

Ecco la tesi della Turchia: Wikipedia sarebbe diventata "una fonte d'informazione che agisce con gruppi che conducono una campagna diffamatoria contro la Turchia nell'arena internazionale".

Il riferimento va in particolare ad almeno due pagine del portale, che affermano l'esistenza di legami tra il governo di Ankara e gruppi jihadisti in Siria.

Questioni politiche dunque, cose che si tollerano poco, specie quando non si è in grado di smentire. E così. a partire dal 29 aprile 2017, il sito è bannato, fino alla rimozione delle pagine sotto esame. Pare che Wikipedia si sia rifiutata di rimuovere le pagine imputate, considerate dalla corte turca come ''una minaccia alla sicurezza nazionale''.

Dunque l'ostracismo rimane. Se avete fatto un giro di recente sulla home page di Wiki avrete di sicuro notato questo avviso:

Sabato 29 aprile le autorità turche hanno bloccato l'accesso a tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili.

La Wiki italiana esprime solidarietà alla popolazione e alla comunità dei wikipediani turchi e chiede il ripristino del libero accesso all'enciclopedia. Lo fa mostrando questo link che vi invito a visitare.

Un episodio questo che mi consente di tornare su un argomento cui tengo molto, la libertà di espressione.

La rete, uno strumento per difendersi da opacità e omissioni

Stiamo da qualche tempo parlando di comunicazione, sono una blogger e molti di voi che mi leggete lo sono anche più di me, e in ogni caso utilizzano la rete per scambiarsi informazioni, conoscenze, fatti, anche molto lontani.

La rete è capace potenzialmente di arrivare a tutto il mondo, ci avete mai pensato? Se qualcuno volesse leggere questo articolo da qualunque paese fuori dall'Italia potrebbe farlo, sempre che esso non contenga qualche informazione che potrebbe "disturbare" il proprio paese, come è successo a Wikipedia con la Turchia.

Se ci pensate, la rete è il più grande pericolo pubblico per l'opacità e l'omissione

Per questo in tutto il mondo chi non vuole la trasparenza si organizza per limitarla e in alcuni casi rimuoverla. Leggendo la notizia e parteggiando com'è ovvio per Wikipedia, dopo aver realizzato di vivere in un Paese suffiicientemente libero (questione opinabile, mi rendo conto, direte voi), mi sono chiesta che cosa ne sapevo di censura nel resto del mondo.

Poco, pochissimo. Così ho indagato.

Voi cari amici del blog che state leggendo conoscete l'argomento e forse ne siete colpiti al punto da lasciare un commento. Ma che garanzia abbiamo che in questo momento ciò che scrivo sia visibile in tutto il mondo al pari di voi?

Nessuna. Infatti i due terzi delle persone nel mondo navigano su internet sotto censura. Lo sapevate?

La libertà in rete nel mondo

Secondo uno studio di Freedom House, un'organizzazione indipendente che si dedica alla conoscenza e allo sviluppo della libertà e democrazia nel mondo, dentro e fuori la rete, solo il 13% della popolazione mondiale beneficia di stampa libera.

Che cos'è la libertà di informazione secondo Freedom House?

Un contesto comunicativo libero è tale se la copertura delle notizie politiche è robusta, la sicurezza dei giornalisti garantita, l'intrusione dello Stato nei mezzi di comunicazione minima, e la stampa non è soggetta a onerose pressioni di tipo economico e legale.

Tempo fa avevo scritto un articolo in cui manifestavo la mia nostalgia per la satira. A me pare che dentro la chiusura di molti programmi di satira ci sia in parte una volontà di censura. Non ultimo il caso Report. Voi, come la vedete?

Freedom House ci spiega che il 45% della popolazione mondiale vive in paesi in cui la comunicazione non è pienamente libera. Un'enormità.

Riconoscere la censura, anche quella più sottile

La principale e più diffusa forma di censura è la manipolazione. La manipolazione è dappertutto. Per la sua stessa natura è capace di orientare le persone verso soluzioni, pensieri, azioni volute da altri.

Una forma raffinata ed evoluta di censura

che possiamo misurare ogni giorno

Niente a che vedere con i metodi vetusti e scontati alla Turca, come la censura preventiva o il controllo successivo. Cose vecchie come la storia che le annovera.

Oggi ci sono i metodi moderni, quelli dannatamente più subdoli ma, per questa ragione, più pervasivi e pericolosi. D'altra parte una delle armi più potenti contro la censura e la manipolazione è la cultura.

La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza

Vi pare poco?

La libertà di espressione riguarda anche noi

Vi è mai capitato di essere oggetto di censura o manipolazione?

Nella vostra vita quotidiana via web, vi sentite liberi o condizionati?

E se sì, da che cosa?

Il dibattito è aperto.

Prima di lasciare il vostro parere qui, non dimenticate di sostenere l'appello degli amici di Wikipedia Italia a questo link: l'appello di Wikipedia.

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