giovedì 21 luglio - Sabina Greco

Volontà invalidate | La colpa indotta per ricatto morale

Lo conosciamo tutti quell’antipatico sentimento o complesso di colpa, quella sensazione di rimorso dovuta alla coscienza che abbiamo della propria responsabilità di un male commesso, o che crediamo di avere, anche involontariamente, cagionato. 

Quand’esso è sano vi è un errore di cui ci siamo effettivamente macchiati e a cui desideriamo intimamente riparare. Assai diverso è il sapore di quello indotto per ricatto morale da un narcisista patologico, il quale risulta essere del tutto immotivato, falso e insano, nonché unicamente destinato, in quanto mezzo, espediente e impianto, alla manipolazione della vittima e alla soddisfazione dei propri desideri di potere sull’altro. 

Quando capita, malaugurata sorte, di imbatterci nel narcisista in un contesto lavorativo la trama si complica e la tensione aumenta: l’aria si fa pesante, lo spirito di iniziativa è demolito, ogni saggio di vitalità bruciato, i colleghi privati dei loro diritti e, di conseguenza, del loro agio; l’ambiente si satura di ostilità, di scontentezza, di critiche e di scarsa produttività. 

È questo il caso di un piccolo borgo, di un primo cittadino in cerca di attenzioni e, sommo cantor, plauso ai suoi versi, di un consigliere di minoranza neoeletto e appena giunto, di una prima seduta di Consiglio comunale. Una campagna elettorale appena trascorsa che ha visto i due schieramenti, uno uscente e l’altro sfidante, usare toni relativamente composti nella ovvia mobilitazione del proprio elettorato: manifesti elettorali sobri, nessuna ridicolizzazione delle istituzioni, uno stile politico d’elezione dell’amministrazione uscente già votato allo scontro più che al confronto, in barba alle regole di un sistema di concordanza. In essa sollevata, ragionevolmente supportata e documentata da uno studio legale di competenza, giunge pure sul tavolo, come da legge annunciata, la presunta istanza di incompatibilità in capo a un eletto, la quale è apparentemente risolta dal primo cittadino nel suo lungo e piatto monologo di monito a polarizzare l’attenzione dei convenuti… 

Era nell’ottica dello spirito di collaborazione che credo ci sarà e che sarà portato avanti… credevo anche… speravo che alcuni punti che erano stati esposti in campagna elettorale in modo frettoloso e senza alcun tipo di fondamento fossero stati almeno compresi… bla bla bla… dal risultato che la città ha voluto riconoscere non solo alla lista ma anche al candidato in questione. Credevo… ripeto… speravo che questa vicenda fosse stata ampiamente chiarita e argomentata durante la campagna elettorale oramai conclusa… bla bla bla… pensavo anzi che questo tempo a disposizione avesse giovato anche a riflettere su alcune nefandezze dette durante la campagna elettorale, però purtroppo noto e constato che… bla bla bla… ancora persiste nell’immaginario del gruppo questa causa di incompatibilità e ineleggibilità. Credo che stasera si sia fatta ampiamente discussione per l’ennesima volta e io esprimo a nome del consiglio una solidarietà anche al consigliere che ha subito durante tutto il periodo elettorale e vediamo purtroppo anche questa sera all’interno della prima seduta una richiesta di questo tipo che va a minare… bla bla bla… anche l’onorabilità del consiglio comunale perché altrimenti non sarebbe stata portata all’ordine del giorno. Spero per il prosieguo delle attività del consiglio comunale che prima di parlare… bla bla bla… si verifichino in modo puntuale tutte le situazioni per evitare di far ragionare il consiglio comunale su delle non problematiche, ma di parlare sui dei punti che necessitano realmente al futuro e alla conduzione politica e amministrativa della città. Quindi ritengo che sia stata ampiamente argomentata la problematica in questione, che il parere del segretario sia una pietra definitiva su questa vicenda che oramai sta assumendo dei caratteri non troppo edificanti per il corretto svolgimento di un lavoro pacifico all’interno del Consiglio comunale e anche del rispetto della cittadinanza che ha avuto, ripeto, sottoposta alla propria attenzione una campagna denigratoria durata ben oltre 15 giorni di campagna elettorale - magari meglio avreste fatto a parlare delle attività da svolgere, delle proposte per la città, ma bene è stato perché la città ha saputo riconoscere il lavoro di chi invece pensa alle proposte per la città… bla bla bla… 

Ed è così che un modesto e legittimo dubbio in ordine a una presunta incompatibilità, la quale è a sostenere frugalmente il divieto di cumulo fra più cariche in capo a un soggetto, al fine di evitare che si creino situazioni di conflitto d’interessi, senza alcuna pretesa di condanna, senza alcuna accusa di empietà, scelleratezza o malvagità, si trasforma in un’onta a ricadere sul consigliere di minoranza e i suoi sodali, i quali - nella loro genuina e ammessa funzione, fra le altre, di controllo e verifica attraverso gli atti, e direttamente sul territorio, della correttezza delle azioni degli amministratori di maggioranza - si erano macchiati di un’azione vile e disonesta per cui sentirsi in obbligo di presentare le dovute scuse. 

Che puntuali giunsero nell’ingiusta sorte! 




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