Voci dal gesso: a Pompei l’eterna memoria degli ultimi istanti
Un allestimento permanente racconta la drammatica eruzione su Pompei, ma anche l 'evoluzione scientifica che ha determinato.

Nel presentare l'iniziativa l' 11 Marzo scorso, alla presenza del ministro Giuli, il direttore generale del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel ha citato Goethe che, riferendosi alla particolare tragedia pompeiana ha rivelato un paradosso: quanto l'immane sciagura sia diventata un'occasione gioiosa, quale significativa eredità per le generazioni future in termini di conoscenza. Anche Primo Levi e Luigi Settembrini hanno scritto sull'agonia testimoniata dai resti degli individui imprigionati in questi calchi durante la seconda fase dell'eruzione che seguì la caduta di lapilli con la nube ardente di cenere vulcanica e che suscitano un sentimento di maggiore pietà nel vedere un bambino da solo o un altro avvinghiato alla madre.

Nella palestra grande del Parco archeologico di Pompei tutti i visitatori potranno apprezzare questo singolare allestimento permanente.una esposizione che ripercorre l'origine, la storia dell'eruzione che determinò migliaia di vittime e la tecnica dei calchi.I 22 calchi esposti sono tra i meglio conservati e ci raccontano con l'opportuna dignità e con cura scientifica la storia di persone nell'estremo tentativo di salvezza, una terribile testimonianza di tragedie personali avvenute nelle domus, nelle strade ed anche fuori del centro abitato. Altri calchi dall'800 a oggi almeno un centinaio si è preferito lasciarli nei luoghi originari del loro rinvenimento. Sono questi calchi il prodotto di una geniale procedura perfezionata nel 1863 da Giuseppe Fiorelli nel versare gesso liquido nei vuoti intercettati negli scavi riportando gli scheletri e anche quello che il calore aveva risparmiato ed in possesso dei fuggiaschi come monete e gioielli e più raramente tracce di indumenti.

Nel braccio sud una sezione vulcanologica descrive l'eruzione con la ricostruzione di una colonna di 4 metri di cenere e lapilli a cui segue una parte dedicata a piante e animali e una collezione di reperti organici come le radici di un albero. Seguono foto d'archivio e filmati con la scena del film di Rossellini."viaggio in Italia", apparati multisensoriali con la percezione olfattiva delle varie essenze naturali come incenso e alloro e la percezione tattile dedicata ai non vedenti con didascalie in braille e con modellini tattili 3d dei reperti,minuscole riproduzioni delle figure dei calchi. Sono previsti itinerari tematici e laboratori dedicati alle scuole primarie e secondarie di primo grado.

L'eruzione del 79 d. C. del Vesuvio ha favorito l'evolversi di molteplici ricerche scientifiche, antropologiche e la nascita di nuove specializzazioni in scienze alimentari,botanica e paleo botanica, nonché di tecniche di restauro e consolidamento. Ma quando si guarda a queste figure umane agonizzanti viene ancora ribadita l'impotenza e l'umana fragilità di fronte allo scatenarsi e all'imprevedibilità della natura.Responsabile unico del Progetto è Silvia Bartesago e il supporto scientifico e conservativo è stato un lavoro di equipe di esperti che da anni operano sui reperti quali Valeria Amoretti, Chiara Comegna, Chiara Corbino, Sertena Guidone,Tiziana Rocco, Paola Sabbatucci, Domenico Sparice, Arianna Spinosa e ancora Silvia Martina Bartesago

