mercoledì 30 settembre - mario rossi

Viaggio di gruppo in Portogallo: perché le Azzorre non sono soltanto nove isole vulcaniche

Le Azzorre devono ai vulcani la loro origine, ma non tutto ciò che oggi definisce il loro paesaggio è stato creato soltanto dalla natura. A Pico la pietra lavica delimita vigneti coltivati da secoli, a São Miguel il calore geotermico entra nella cucina. Pascoli, coltivazioni e porti raccontano invece come le comunità abbiano imparato a vivere in mezzo all’Atlantico.

Abbiamo voluto capire quanto questa presenza umana sia ancora leggibile durante un viaggio attraverso l’arcipelago. Per farlo, abbiamo guardato tra i viaggi organizzati in Portogallo da Boscolo, analizzando un itinerario che attraversa Terceira, Faial, Pico e São Miguel, cercando nel programma non soltanto crateri, laghi e coste, ma anche le tracce lasciate da chi queste isole le abita e le lavora.

A Pico la lava protegge anche i vigneti

Pico offre forse l’esempio più evidente di questo incontro tra geologia e attività umana. Il paesaggio viticolo dell’isola è Patrimonio Mondiale UNESCO: migliaia di piccoli appezzamenti sono delimitati da muri di basalto nero, costruiti per proteggere le viti dal vento e dalla salsedine.

La lava, quindi, non resta soltanto testimonianza delle eruzioni che hanno formato l’isola. Diventa materiale da costruzione, confine, protezione e parte di una tecnica agricola affinata nel corso dei secoli. Le vigne continuano a essere coltivate all’interno dei currais, mentre cantine, case, percorsi e piccoli porti completano un paesaggio che sarebbe impossibile spiegare guardando soltanto alla sua origine vulcanica.

In un tour del Portogallo dedicato alle Azzorre, Pico mostra così un territorio in cui natura e lavoro umano sono visibili nello stesso colpo d’occhio.

Viaggio organizzato in Portogallo: a São Miguel la geotermia arriva fino a tavola

A Furnas il rapporto con il sottosuolo diventa ancora più concreto. Fumarole, sorgenti e caldere mostrano l’attività geotermica dell’isola, ma qui il calore della terra viene utilizzato anche per preparare il cozido, piatto tradizionale di carne e verdure cotto sfruttando le alte temperature del terreno.

Nel programma Boscolo, la giornata a São Miguel mette in successione proprio questi elementi: la visita alle piantagioni di tè, il pranzo con il cozido e le caldere di Furnas. Il vulcanismo esce così dalla dimensione puramente panoramica e arriva dentro un’abitudine gastronomica locale.

È un passaggio semplice, ma racconta bene ciò che cercavamo: il territorio non viene soltanto osservato. In alcuni casi entra direttamente nelle pratiche quotidiane.

Il verde delle Azzorre racconta anche agricoltura e allevamento

L’impressione di trovarsi in un arcipelago dominato dalla natura rimane fortissima, soprattutto a São Miguel. Eppure, una parte di quel verde è anche il risultato del lavoro agricolo.

L’itinerario attraversa piantagioni di tè e ananas e, verso Sete Cidades, passa tra campi di granturco e pascoli. Sono elementi meno spettacolari di un lago vulcanico, ma utili per capire come il territorio venga utilizzato.

Per chi sceglie un viaggio guidato in Portogallo, questo significa imparare a distinguere paesaggi diversi anche quando condividono lo stesso colore. Una collina coperta di vegetazione spontanea, una piantagione e un pascolo raccontano relazioni differenti con il suolo e con il clima delle isole.

Viaggio di gruppo in Portogallo: l’oceano conserva la memoria dei balenieri

Il rapporto tra abitanti e ambiente continua anche sull’acqua. A Pico, il percorso osservato raggiunge Lajes e comprende la visita al museo dedicato ai balenieri, testimonianza di un’attività che per lungo tempo ha fatto parte dell’economia e della cultura locale.

Boscolo inserisce questa tappa dopo aver attraversato campi di lava e località dell’isola: nello stesso giorno il paesaggio vulcanico e la storia marittima finiscono quindi per convivere.

Oggi, l’oceano delle Azzorre è associato soprattutto all’osservazione dei cetacei, ma i musei e i porti ricordano un rapporto molto più lungo e complesso con il mare. Anche qui il paesaggio non è soltanto sfondo: conserva le tracce dei mestieri e delle trasformazioni economiche delle comunità insulari.

Nove isole vulcaniche, ma un paesaggio modellato anche dall’uomo

Alla fine, l’origine vulcanica spiega moltissimo delle Azzorre, ma non basta a raccontare ciò che si incontra durante un viaggio in Portogallo attraverso l’arcipelago.

I muri neri di Pico, il cozido di Furnas, le coltivazioni di São Miguel e la memoria dei balenieri mostrano modi diversi di adattarsi alle condizioni imposte da terra e oceano. È proprio questa presenza umana, a volte evidente e altre quasi mimetizzata nel paesaggio, a rendere le Azzorre qualcosa di più di nove isole nate dai vulcani.




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