martedì 3 gennaio - Marinella Zetti

Venerdì 17

Il nuovo romanzo di Dominique Valton è un noir cattivissimo, com’è nel suo stile. Personaggi di fantasia o spizzichi di realtà? Ne abbiamo parlato con l’autrice. 

Dominique Valton è una gentile signora che ama vivere nella tranquillità in Francia, esattamente il contrario dei suoi personaggi. I protagonisti dei suoi romanzi, sono spesso molto cattivi, direi che la parola più adatta è "malvagi". Non provano pietà o rimorso, vogliono solo raggiungere il loro obiettivo. Come dev’essere in un noir che si rispetti. Lei ama scavare nella psicologia dei suoi personaggi, descrivere l’ambiente nel quale vivono, in altri termini  farvi entrare bene nell’atmosfera. E quando pensate di aver capito tutto, ecco che pagina dopo pagina scoprite che la realtà è molto diversa da quella che avete percepito.
Come in uno gioco di specchi, tutto si deforma e voi con riuscite più a capire dove sta la verità.

Se amate gli “happy end” i noir di Dominique Valton non sono per voi, vi consiglio di leggere le sue fiabe Il quaderno di Didine e La canzone di Didine.
Per conoscere meglio questo autrice, le abbiamo rivolto alcune domande.

Quattro chiacchiere con l’autrice

D. Il tuo nuovo libro – Venerdì 17 – viene definito “Noir”. Quindi né “giallo” né thriller. Secondo te, qual è la differenza?
R. Secondo me, il giallo è logica, il thriller suspense, il noir invece atmosfera cupa tinteggiata di giallo e di suspense. Penso ai grandi autori che ho amato, come Simenon e Scerbanenco che riuscivano a creare proprio la “loro” atmosfera in cui il lettore entrava dalle prime righe.

D. Il tuo precedente romanzo – Le Apparenze manipolate – è stato un Long seller di Amazon, ed ha raccolto oltre settanta recensioni. Molte di queste puntano l’attenzione sulla “crudeltà” del suo racconto… Ed anche in Venerdì 17, senza svelare nulla, il The End lascia con l’amaro in bocca. Come mai?
R. Le oltre settanta recensioni ricevute da Le Apparenze manipolate hanno sorpresa anche me. Ho scritto questo racconto per partecipare a un concorso pubblicizzato su Internet e dopo  la sua pubblicazione su Amazon ho ricevuto privatamente commenti da due categorie di lettori. Quelli che non mi perdonavano “l’amaro in bocca”e quelli che invece si congratulavano per quella storia così crudele. Lo riconosco, i miei protagonisti sono il contrario in assoluto dei personaggi dei cosiddetti romanzi rosa. Certo sono “idealizzati” anche loro, ma alla rovescia, senza nessuna aspettativa di happy end. Comunque, per farmi perdonare dal primo gruppo di lettori, ho scritto anche due libri per l’infanzia in cui trionfano i buoni sentimenti. Purtroppo nessuno di loro si è preso la briga di apprezzarli…

D. Quando scrivi, a chi ti rivolgi? Chi pensi sia il destinatario ideale del tuo lavoro?
R. Al lettore, unicamente al lettore che vuole lasciarsi coinvolgere in una storia e che spero non consideri perdute le ore passate in compagnia dei miei personaggi e delle vicende che ho descritto.

D. Quanto i tuoi personaggi sono “rubati” dalla realtà?
R. Per carità, nessuna realtà. Non esistono nella realtà personaggi sani di mente perversi come quelli raccontati da me. Almeno io personalmente non ne ho mai incontrati. Penso che la gente, presa individualmente, sia per lo più buona, è il branco che la priva di coscienza. Invece i protagonisti delle mie storie sono fondamentalmente malvagi perché non hanno bisogno di essere trascinati da altri per dare sfogo alla loro crudeltà.

D. Quali sono gli “ingredienti”, per te, di un Noir: la suspense, la trama o la crudezza delle descrizioni?
R. Suspense, trama e crudezza delle descrizioni sono gli ingredienti per creare un’atmosfera. Se questa atmosfera riesce poi a diventare cupa e angosciosa, il libro è un Noir.

D. Tu vivi in Francia, l’ambientazione in Italia ha una ragione? Conosci Firenze?
R. Ho vissuto per quasi mezzo secolo a Firenze ma adesso sento la mancanza delle mie  radici e ho scelto di tornare a vivere in Francia dove sono nata. Mi è piaciuto ambientare questo romanzo, come il precedente, a Firenze, ma per il prossimo credo che… emigrerò, forse in Bretagna!

D. Stai già lavorando al tuo prossimo libro? Sarà di nuovo un Noir?
R. Certamente. È un bello sfogo commettere sulla carta le brutte azioni trattenute dalla nostra coscienza…

 

Sinossi
Può un venerdì 17 trasformare una vita felice in una tragedia crudele?
Purtroppo i segnali mandati nei giorni maledetti rimangono occulti così come la follia impressa sul volto di chi ci passa accanto. Ma quando crolla il muro che divide il mondo reale da quello oscuro… molto spesso e già troppo tardi.
Sarà troppo tardi per Désirée, una madre esemplare, e anche per Andrea Landini, uno stimato ginecologo, e per tutti coloro che saranno risucchiati nella spirale nefasta di quel venerdì 17?
Qualcuno riuscirà a salvarsi?
Il romanzo è disponibile in versione digitale e cartacea su Amazon.

 

Chi è Dominique Valton
Dominique Valton è nata in Francia “più di mezzo secolo fa” ed ora è tornata nella sua terra d’origine. Ha tre figlie e sette nipotini.
Ama scrivere ed ha pubblicato Le apparenze manipolate, Il Quaderno di Didine, La canzone di Didine e Venerdì 17.
Se desiderate conoscere meglio Dominique Valton, potete leggere la sua intervista sulla lettura oppure visitare la sua pagina Facebook.




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