venerdì 23 aprile - Antonio Citera

Vallo di Diano: da Chernobyl a Shamar, la terra dei ’monnezzai’... mai bonificati

Rifiuti, tonnellate di rifiuti nel Vallo di Diano, rifiuti tossici sotterrati qua e là. L' ultima operazione denominata “Shamar” (parola ebraica che significa custodire gelosamente), “ha avuto il compito di impedire – scrive la procura – che il Vallo di Diano venisse trasformato nella nuova terra dei fuochi” Eppure, per certi versi, di 'monnezza' nel bel Diano se ne trova in abbondanza, basti pensare a quei terreni localizzati nell'operazione denominata Chernobyl, rifiuti interrati tra San Pietro al Tanagro, Sant'Arsenio, San Rufo e Teggiano di cui si è persa la traccia in un processo prescritto prima di cominciare. 

Rifiuti lasciati sotto terra a marcire a inquinare e, aimè, a mettere in serio pericolo la salute dei cittadini. Rifiuti nascosti come quelli di alcune vecchie discariche comunali, quei cumuli di monnezza che veniva buttata senza senso in quei siti definiti senza un perché, in luoghi di periferia, vicino a terreni coltivati e via cantando. In quell'ammucchiata si trovava di tutto: dai frigoriferi alle lavatrici, dai televisori ai reperti di amianto che tanto fanno male alla salute, dalle biciclette ai motori delle auto. In fondo era la norma, lo si poteva fare ( forse ) chi lo sa. Poi arrivò la disciplina. Bisognava differenziare e smaltire depurando ogni cosa. Così è stato fatto. Oggi la monnezza non è più un problema. Ma, quei luoghi adibiti a discarica che fine hanno fatto? Qualcuno sussurra che sono stati bonificati e resi inoffensivi alla salute umana. Ma è proprio così?. Una bonifica parziale secondo altri, fatta di niente. Camion di terra per coprire, qualche pianta per creare la cornice e il gioco è fatto. Il problema però rimane. Sotto restano intatti i rifiuti pericolosi. Veleno per noi umani costretti a respirare e a mangiare i prodotti che la nostra terra ci offre. In alcune vecchie discariche basta scavare qualche decina di centimetri per accorgersi di quanto vive sotto. Allora a questo punto ci chiediamo. Cosa si può fare?. Basterebbe innanzitutto perseguire legalmente gli artefici del sotterfugio e poi iniziare realmente una bonifica salutare.




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