lunedì 27 giugno - Giovanni Greto

Valentina Ciardelli e Anna Artesano sono The Girls in the Magnesium Dress

Applaudito concerto nelle sale Apollinee della Fenice, all’interno della stagione veneziana di “Musica con le Ali”

Il suono del contrabbasso e dell’arpa hanno affascinato il pubblico, accorso numeroso, nelle sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice, per ascoltare le composizioni e le trascrizioni di Valentina Scheldhofen Ciardelli (Pietrasanta, Lucca, 1989), musicista innamorata del Giappone, che ha inciso, assieme all’amica arpista Anna Astesano (Cuneo, 1993) per l’etichetta indipendente giapponese Da Vinci Records - fondata nel 2015 ad Osaka dal musicologo Edmondo Filippini e distribuita in tutto il mondo da Egea Music – il CD Ruutsu, “Radici”, trascrizione secondo l’alfabeto occidentale della pronuncia giapponese della parola inglese “Roots”.

Il concerto si è aperto con la trascrizione per duo di Trois Poèmes de Stéphane Mallarmé (18 marzo 1842, Parigi – 9 settembre 1898, Valvins ), composti nel 1913 da Maurice Ravel ( Ciboure, 7 marzo 1875 – Parigi, 28 dicembre 1937 ), un musicista importante, perché guidò, assieme a Claude Debussy, l’innovazione musicale dei primi 30 anni del Novecento in Francia, e ben oltre i suoi confini, utilizzando con eleganza raffinata diverse espressioni musicali.

Il brano successivo, Butterfly Effect ( Le melodie giapponesi attraverso le mura di Lucca ) è ispirato ai temi di Madama Butterfly di Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924 ), che a loro volta derivano da famosi temi popolari giapponesi : all’inizio e alla fine contrabbasso ed arpa ripropongono l’inno nazionale del Giappone, Kimi ga yo, “il Regno dell’Imperatore”, il cui testo è tratto dal Kokinshu, un’antologia di versi del X°secolo.

A seguire, forse il pezzo più bello, scritto da Valentina, Randori Suite. Dura circa 12 minuti ed è diviso in tre parti.

La prima, I boccioli nel quadro, fa riferimento a “Il mandorlo in fiore”, un quadro di Vincent Van Gogh (1853 – 1890), che rievoca il “japonisme/giapponismo”, ossia l’influenza che l’arte giapponese ha esercitato sull’Occidente, in particolare sugli artisti francesi.

La seconda, Lo specchio nell’acqua, intende interpretare un Haiku di Matsuo Basho (1644 – 1694), Vecchio stagno. L’Haiku è un componimento poetico nato nel XVII°secolo, in tre versi secondo lo schema 5/7/5. Durante l’esecuzione Anna Astesano lo ha letto in italiano : Nello stagno antico/ si tuffa una rana/ l’eco dell’acqua. Le musiciste hanno cercato di restituire il suono e la visione del rifrangersi del cerchio di onde che si forma dopo che una rana si è tuffata nell’acqua.

La terza, Takiyasha The Witch and The Skeleton Spectre, ricrea l’atmosfera di un’antica leggenda giapponese. La principessa Takiyasha evoca un enorme spettro di uno scheletro, per vendicare la morte ingiusta del padre, il comandante Taira no Masakado, decapitato in battaglia nel 940. E’ un evidente richiamo alla cultura del macabro, al culto della morte, molto sentiti nel Giappone atavico.

L’esibizione si è conclusa con una fantasia ispirata alla prima opera di Giacomo Puccini, Le Villi (1883). Il libretto, a cura del letterato Ferdinando Fanna, è basato su un racconto di Alphonse Karr (1808 - 1890), Les Willis (1856), tratto da un’antica leggenda dell’Europa centrale, che parla di creature magiche, vendicatrici delle donne.

Applausi insistiti inducono le musiciste a proporre come bis la traccia bonus del CD. Si tratta di un brano di Frank Zappa ( 1940 – 1993 ), Blessed Relief (1972), in ¾. A questo proposito, il nome scelto dal duo, riproduce al 99 per cento il titolo di un brano del musicista/compositore, forse il preferito da Valentina : The Girl in the magnesium Dress. Assai percussivo e con un accompagnamento jazzistico da parte del contrabbasso, è sembrato adatto a concludere un piacevole pomeriggio.




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