mercoledì 12 agosto - Stranieriincampania

VIDEO "Rifugiate donne forti": storie di donne nei centri di accoglienza

Realizzato dal Siproimi di Mugnano di Napoli, gestito da Cidis Onlus e Cooperativa Lilliput, Rifugiate donne forti è il video che, attraverso il racconto diretto dell’esperienza di migrazione delle stesse ragazze, tenta di sensibilizzare la cittadinanza a superare stereotipi e conoscere meglio le ospiti in accoglienza, donne forti e piene di risorse. 

L’iniziativa nasce durante la Settimana del Rifugiato, in risposta a spiacevoli episodi che si sono verificati nell’ultimo periodo. “Il comune di Mugnano è molto accogliente, le persone sono buone e disponibili. Ci piace veramente tanto stare qui” assicurano in gruppo le protagoniste del video. Purtroppo però a Mugnano, come a Napoli e negli altri territori regionali dove spesso si recano per lavoro, non mancano episodi di razzismo: “Alcune persone pensano che siamo prostitute, ci offrono soldi in cambio di sesso, solo perché siamo nere. Qui a Mugnano ci è capitato addirittura di essere molestate fisicamente da bande di minorenni”. Nonostante questo, grazie anche alle reti di supporto locali, le ragazze non si lasciano scoraggiare e sanno come difendersi, conoscono le leggi italiane e i diritti delle donne nel nostro Paese.

“Il problema del razzismo e dei pregiudizi è nell’educazione che deve cominciare già nelle scuole e nelle famiglie” dice Marina della Costa D’Avorio. E’ certo che il fenomeno va combattuto su diversi fronti, in primis quello culturale. Occasioni di scambio e conoscenza, nuovi punti di vista e relazioni capaci di superare le resistenze, ecco cosa serve per contrastare le campagne denigratorie che vorrebbero una depersonalizzazione degli stranieri. 

Rifugiate donne forti racconta proprio il grande coraggio di queste donne che hanno saputo reagire di fronte ai tanti soprusi subiti, vuole essere un omaggio alla loro invidiabile resilienza che le porta a crescere ogni giorno con energia ed entusiasmo come individui. Il video dà voce a quelle storie che non conosciamo o che ormai ascoltiamo distrattamente, storie di guerriere, temprate dalle loro esperienze migratorie, tutte simili eppure tutte diverse.

“La mia storia è molto dolorosa – racconta Rachel – per venire in Italia ho dovuto lasciare mio figlio e la mia famiglia perché c’erano troppi problemi in Africa. Non è stato facile prendere la decisione di partire dal mio paese. Sono a Mugnano da due anni e per fortuna non ho mai avuto problemi, le persone sono buone e generose”. 

“Sono venuta qua perché in Nigeria c’è la guerra e le donne subiscono violenze – aggiunge Glory – Sono partita insieme ad una mia amica che è morta durante il viaggio, tante persone sono morte in mare. Siamo partiti per trovare una vita migliore. Oggi fortunatamente lavoro, ho un contratto, pago le tasse, non devo nascondermi da nessuno e non ho più paura”.

Hannah, che da pochi mesi è diventata anche lei mamma, si rivolge direttamente alle madri dei ragazzi che le importunano: “Alle mamme voglio dire che anche noi siamo madri, figlie, sorelle, donne, esattamente come loro. Parlate ai vostri figli per dirgli che non possono andare in giro a mettere le mani addosso ad altre donne, è una questione di dignità. Non riguarda solo noi, riguarda l’orgoglio di tutte le donne”.

La stessa cittadinanza può supportare queste donne forti ed intervenire per evitare il ripetersi di questi comportamenti che tradiscono il grande spirito di accoglienza di cui il territorio si dimostra quotidianamente capace. 

Buona visione!

Rifugiate donne forti è stato realizzato nell’ambito delle attività di sensibilizzazione promosse dal Siproimi di Mugnano di Napoli, si ringraziano le protagoniste che hanno con generosità voluto condividere la loro storia. 

 




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