venerdì 8 ottobre - Attilio Runello

Unione Europea e Polonia: due pesi e due misure?

La Corte costituzionale polacca ha dichiarato che la costituzione prevale sul diritto dell'Unione europea. Questo è in contrasto con il Trattato dell'Unione. Il premier polacco ha dichiarato che non c'è nessuna intenzione di uscire dall'Europa, ma che non vi dovrebbero essere due pesi e due misure.

Al centro del conflitto tra la Polonia e l'Ue c'è l'istituzione, avvenuta quattro anni fa, di una sezione disciplinare presso la Corte Suprema con il potere di sanzionare, destituire o trasferire contro la sua volontà qualsiasi giudice del Paese.

Dei 14 giudici costituzionali polacchi, 10 sono stati nominati negli ultimi anni da Diritto e Giustizia (Pis), il partito al governo. In altre parole mancherebbe la separazione dei poteri con una interferenza del potere esecutivo su quello giudiziario. Questo ha portato il Tribunale costituzionale polacco a sostenere che in caso di "conflitto insanabile" tra il diritto dell'Unione Europea e la Costituzione polacca, "sono possibili le seguenti conseguenze: modifica della Costituzione, modifica della legge europea o uscita dall'Unione Europea". È quanto ha stabilito il Tribunale Costituzionale polacco nella sentenza con la quale ha dichiarato incostituzionale parte del trattato di adesione della Polonia all'Unione Europea. Sembrerebbe una volontà polacca di uscire dall'Unione europea.

Il premier polacco è intervenuto sull'argomento negando ogni volontà di uscire dall'Unione.

Ha ricordato soltanto che nell'Unione non dovrebbero esistere due pesi e due misure.

E' dell'anno scorso il dibattito fra Ue e Corte costituzionale tedesca. I giudici di Karlsruhe hanno affermato più volte che il diritto europeo prevale sì su quello nazionale ma solo a patto di non incidere sull'"identità costituzionale" tedesca. E solo a loro spetta stabilire quali siano le materie che rientrano nella casistica. Tra queste è stato inserito il bilancio.

Foto Wikimedia

 




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