venerdì 8 aprile - La bottega del Barbieri

Una pistola puntata contro l’USB

Mercoledì 6 aprile nella sede del sindacato USB in via dell’Aeroporto 129 a Roma, intorno alle ore 10:00 si sono presentati i Carabinieri per una perquisizione, a seguito di una telefonata anonima che dichiarava la presenza di armi in sede, con l’indicazione precisa della loro posizione all’interno dello scarico del bagno.

di Stefano Andaloro e Sara Zuffardi

E’ stata trovata una calibro 22 semiautomatica Beretta modello 76 con matricola abrasa, un caricatore monofilare, otto cartucce all’interno del caricatore calibro 22 con simbolo W nel fondello, il tutto all’interno del cellofan.

I rappresentanti sindacali hanno fatto notare la curiosa coincidenza dell’evento con l’inizio delle elezioni delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) nel pubblico impiego.
Inoltre, siamo venuti a conoscenza di un’altra perquisizione avvenuta verso le ore 13:00 presso l’abitazione di un altro sindacalista USB. Durante la stessa non è stata riscontrata nessuna irregolarità. Non se ne conoscono i reali motivi né la scelta della persona, ma è noto che ultimamente il sindacalista insieme ai colleghi ha partecipato ad alcune battaglie sindacali molto dure con personaggi particolari.

Durante la conferenza stampa è stato ricordato il coinvolgimento del sindacato nella denuncia della scelta di inviare armi nei teatri di guerra, ricordando la manifestazione di Pisa e del coraggioso rifiuto dei lavoratori di Genova a caricare armamenti dichiarati come aiuti umanitari tramite porti civili.

Nonostante la perquisizione, nella sede del sindacato non sono stati apposti sigilli.
Nel caso di un eventuale processo USB si costituirà parte civile.
Il sindacato ha ricevuto la solidarietà delle rappresentanti della componente Manifesta, del partito di Rifondazione Comunista, Potere al Popolo, altri partiti e rappresentanze.




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