venerdì 11 novembre - Gianluca Parisi

Una lingua comune per l’Europa: lo spagnolo?

Una lingua comune per l'Europa: lo spagnolo? (gianluca parisi). L'Unione Europea spende per la traduzione di documenti ufficiali moltissimi soldi. Oltre all'aspetto meramente economico si avverte ormai la necessità di unire il popolo europeo anche attraverso il linguaggio.

La soluzione può arrivare dalla Storia. E' successo proprio in Italia quando ci fu l'esigenza di scegliere una lingua parlata nella penisola per esigenze di comunicazione e successivamente per unire il popolo. Infatti in Italia nel 1700 c’erano diverse lingue parlate derivate dal latino: il napoletano ed il toscano erano le principali. Per convenzione o per praticità i diversi 'staterelli' della Penisola scelsero il toscano, che divenne nei secoli successivi l’italiano parlato in tutta Italia. Oggi può accadere la stessa in Europa. Per convenzione fin’ora si sta adoperando l’Inglese, ma alla luce dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea potrebbe essere opportuno scegliere una nuova lingua europea, da adottare come comune in tutti gli Stati che compongono l’Unione Europea. Un primo passo da fare è rendere l’obbligatorio d’insegnamento di tale lingua scelta come prima lingua straniera in tutti gli ordini di scuola. Poi ovviamente dovrebbero incentivarsi l'utilizzo della lingua nei canali televisivi e nei giornali così come successo in Italia con le TV. In Italia fino al Dopoguerra nonostante l'ufficialità, l'italiano era poco usato dalle popolazioni. Ma all'epoca c'era ancora un forte analfabetismo, cosa che non non più c'è oggi. L'utilizzo in tutti gli atti ufficiali della Pubblica Amministrazione Europea determinerebbe da subito un risparmio di costi nelle traduzioni. Alla luce della diffusione nel mondo, la lingua europea potrebbe essere il castigliano parlato ufficialmente in Spagna.




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