martedì 13 settembre - Antonello Laiso

Un problema di antica data

Il problema è di antica data e per tale merita quella dovuta e continua attenzione mediatica affinché altri sforzi vengano fatti alla sua risoluzione, parliamo del sovraffollamento carcerario.

Il decreto del Ministro severino molti anni fa ed in continuazione quello del Ministro Cartabia hanno solo in parte, ed in misura non piu del 30/00 modificato in meglio una situazione che sembrava peggiorare di anno in anno, ma tali sforzi devono essere completati per quell'optimum che fa onore alla nazione e che L'Europa ci impone come dettame di civiltà e paragone con le sue carceri.
 
Quell'efficace e semplice decreto cosiddetto svuota carceri approvato dalla ministro Severino e ripreso ora dalla Ministra Cartabia è un efficace e semplice mezzo per diminuire quel sovraffollamento carcerario da sempre noto nella maggior parte delle carceri Italiane.
Non si tratta come si potrebbe pensare dalla parola che i detenuti vengono rimessi in libertà ma di particolari condizioni dai agevolazione per gli ultimi anni da scontare o per i primi anni da fare in caso di particolari condanni brevi non oltre i quattro anni accedere a semilibertà e detenzione domiciliare da valutare.
 
E' noto che il grado di civiltà di una Nazione si misura anche dalla vivibilità nelle carceri e alle conseguenti condizioni di vita che si deve trascorrere in queste strutture le quali sono quel mezzo di rieducazione per il reinserimento nella maggior parte dei casi di coloro che hanno commesso un delitto nella società.
Ben conosciamo da tempi remoti che le nostre carceri non rispondono di gran lunga a quella capienza e tolleranza necessarie ad una vivibilità dovuta per le quali ogni detenuto è costretto a vivere, quel diritto di pari obbligo di un detenuto non può essere sotteso come non lo è stata quella condanna avuta da scontare.
 
Le norme varate in tal senso allo sfollamento carcerario non devono essere viste quindi con quella maliziosa remora politica di qualche partito da contraltare a qualcosa di utile strumentalizzando un qualcosa di efficace a costo zero ovvero più facilità a pene domiciliari e/o in strutture sociali controllate lavorando.
 
La civiltà di una Nazione che appartiene all' Europa non può piu permettere quegli sconci che conosciamo anche per quegli agenti carcerari spesso stressati poiché spesso in misura minore al numero rispetto a quella maggiore misura dei detenuti.
Chi ha gridato allo scandalo con l'approvazione dei decreti Severino prima e Cartabia oggi dovrebbe invece scandalizzarsi per quelle condizioni di detenzione spesso in una cella per quattro vi sono sei sette detenuti.
 
Lo scandalo non è quello della facoltà quando prevista dalla legge e dal Magistrato a quelle misure di alternative allo stare in carcere ma è quello materiale e concreto che vediamo nei report televisivi con i nostri occhi, le condizioni delle nostre carceri se ce ne fosse bisogno parlano da sole, le strumentalizzazioni sono facili per far politica, i fatti son ben diversi e sono solo quei fatti che creano quell' affidabilità e credibilità di una Nazione.
 
 
Antonello Laiso
già Giudice P.Corte D'assise
Napoli
 



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