venerdì 11 novembre - Giuseppe Aragno

Un ministro spergiuro

Compagne e compagni,
non intendo qui rispondere a un ministro spergiuro, che dopo aver giurato sulla Costituzione firmata dal Comunista Umberto Terracini, si presenta agli studenti, alle studentesse e ai loro docenti nei panni di un gerarca posto alla testa del Minculpop.

Chiedo invece, questo sì, una risposta forte e collettiva.
Stanotte Antonio Gramsci, morto di carcere fascista, è venuto a rimproverarmi del silenzio complice con quale ho accolto il foglio di propaganda del Partito Nazionale Fascista, firmato dallo spergiuro Valditara. Il grande maestro di Comunismo, morto di galera fascista, indossava l’abito del detenuto; a nome suo e delle innumerevoli vittime Comuniste, massacrate dal capitalismo di Valditara, cadute nelle lotte per il lavoro e per la giustizia sociale, torturate e uccise in quella Guerra di Liberazione che ci ha regalato la Costituzione tradita da Valditara, chiedeva con parole pressanti una nostra risposta.
Non era un caso se con lui c’erano, inorriditi, i liberali democratici Amendola e Gobetti e il Partigiano Gaetano Arfè, che combatterono per i valori così indegnamente rappresentati dallo scribacchino sedicente liberaldemocratico.
A nome suo e di quanti hanno reso nobile e immortale la parola Comunismo, a nome di Amendola, Gobetti e Arfè, chiedo alle forze politiche che conservano un minimo di fedeltà alla nostra Costituzione calpestata, ai sindacati, ai docenti e alle docenti, agli studenti e alle studentesse, ad artisti e intellettuali liberi e libere, a lavoratori e precari sfruttati e ai disoccupati mortificati e ignorati, di scendere nelle piazze, di occuparle e di chiedere le immediate dimissioni del nemico della scuola, della cultura e della civiltà.




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