Un centro di ricerca globale e un museo per 2 milioni di visitatori non possono chiudere
Il Museo Leonardo3 replica con fermezza alle dichiarazioni del Comune di Milano, che venerdì 11 luglio ha lasciato intendere che, in quanto entità privata, il museo non meriti sostegno pubblico.

Il Museo Leonardo3 replica con fermezza alle dichiarazioni del Comune di Milano, che venerdì 11 luglio ha lasciato intendere che, in quanto entità privata, il museo non meriti sostegno pubblico. Massimiliano Lisa, direttore e cofondatore di Leonardo3, rivendica con orgoglio l'importanza di un'attività che negli ultimi vent'anni ha dato vita a un centro di ricerca apprezzato in tutto il mondo – al quale collabora anche lo storico Martin Kemp – senza ricevere un euro di fondi pubblici. Il museo, dal canto suo, ha accolto ben due milioni di visitatori, di cui 270.000 solo nell'ultimo anno. La qualità dell'offerta di Leonardo3 è ampiamente riconosciuta: lo testimoniano dieci anni di Patrocini del Comune di Milano, la Medaglia di Rappresentanza del Capo dello Stato e il sostegno di migliaia di visitatori. Un esempio eloquente è quello di Leonardo Colli, un bambino di 9 anni tornato al museo cinque volte con il nonno: "Qui io gioco e costruisco. Mi piace un sacco. Dalla finestra si vede la Galleria piena di turisti e io penso che qui dentro invece c’è la storia vera. Quella che non voglio perdere. Sindaco non chiudete questo museo. Qui impariamo come si pensa, come si immagina, come si prova. Perché Leonardo non copiava, inventava. E ci insegna a farlo anche noi. Un posto così non deve chiudere mai."
Massimiliano Lisa trova surreale che "né il Sindaco Sala né l’Assessore al Patrimonio Conte abbiano mai visitato il Museo e dunque non conoscono la nostra realtà. Sono 9 mesi che attendo risposta alla mia richiesta di incontro con l’Assessore alla Cultura Sacchi". Lisa sottolinea inoltre che "qualsiasi altra attività, anche se culturale, non potrebbe mai sostituire 20 anni di centro di ricerca e oltre 12 anni di museo su Leonardo in Galleria", definendo la decisione di non far subentrare il museo nella concessione una "precisa scelta politica" dell'attuale Amministrazione. Il direttore precisa che Leonardo3 è totalmente estraneo alle questioni burocratiche tra Comune e concessionario e al procedimento amministrativo innanzi al TAR. Da dieci anni il museo ha operato in collaborazione con il concessionario, una situazione ben nota al Comune, che ha concesso a Leonardo3 il Patrocinio per un decennio. Il precedente Assessore Del Corno ha partecipato a numerose conferenze stampa del Museo, e il Demanio nel 2020 aveva indetto un bando per il negozio Algani, offrendo a Leonardo3 la possibilità di concorrere per creare in quello spazio l'ingresso del Museo. Lisa insinua che il precedente concessionario godesse di una migliore considerazione da parte dell'Amministrazione, avendo potuto cedere le concessioni per 20 milioni di euro (a Duomo 21 srl e Av srl) pur lasciando dei debiti con il Comune.
Leonardo3 vanta una solida posizione finanziaria, priva di debiti, e dal 2013 ha versato direttamente al Comune oltre 400 mila euro per l’occupazione del suolo pubblico, oltre a più di 5 milioni di euro corrisposti ai concessionari. Attualmente, per uno spazio di 600 mq, Leonardo3 sostiene un onere economico pari a quello della Libreria Rizzoli, che dispone però del doppio della superficie e di vetrine affacciate direttamente sulla Galleria. Vengono inoltre evidenziate presunte disparità di trattamento e favoritismi in Galleria da parte del Comune: autorizza dehor invasivi di bar e ristoranti, ma nega l’installazione di due colonne in posizione defilata e un ingresso visibile per il Museo Leonardo3; concede spazi a Duomo 21 srl senza bando (tratto tra via Silvio Pellico e la Galleria), mentre a Leonardo3 viene negata la stabilizzazione; e Duomo 21 srl è autorizzata a utilizzare gli spazi in concessione per attività terziarie, inclusa la "movida" sulla grande terrazza sull’arco della Galleria (vista Duomo), senza precisazione delle specifiche destinazioni d’uso.
Il Comune, nel suo comunicato di venerdì, ha dichiarato "incompatibile l’uso della Galleria con l’intrattenimento notturno". Leonardo3 si aspetta quindi, per coerenza, la revoca della concessione per i DJ set su Terrazza Duomo 21 e il divieto di tale attività anche sulla nuova terrazza sull’arco della Galleria. Lisa sottolinea che chi cita strumentalmente la sentenza del TAR dimentica che questo tipo di giudizio si limita a verificare la correttezza formale degli atti amministrativi: "Il TAR garantisce la forma, non la sostanza. La verità sostanziale e la piena comprensione delle dinamiche emergono solo quando l’indagine va oltre l’apparato burocratico, portando alla luce ciò che davvero si cela dietro le carte." A riprova, cita il caso dei grattacieli costruiti con le SCIA, dove il TAR aveva dato torto ai ricorrenti, ma poi GDF e Procura hanno rivelato i retroscena del "Salva Milano". In conclusione, il direttore Lisa critica le politiche del Comune in merito alle iniziative "non a scopo di lucro": "Se poi il Comune favorisce solo iniziative non a scopo di lucro, immagino quindi che lo stadio rimarrà a noi cittadini e che il Comune smetterà di fare di tutto per cederlo ai fondi stranieri che possiedono Milan e Inter, che tutto sono tranne che non a scopo di lucro." Secondo Lisa, lo stesso principio dovrebbe valere anche per le "lucrative mostre che varie società private organizzano negli spazi di Palazzo Reale e non solo". Anche le attività storiche della Galleria, come le librerie, pur meritevoli, rimangono attività commerciali. Lisa conclude: "Piuttosto andrebbero verificati i canoni concessori delle redditizie attività di ristorazione in Galleria, che, se considerate meritevoli di rimanere senza bando, dovrebbero comunque corrispondere un canone proporzionato al loro fatturato."
