venerdì 20 marzo - Slow Revolution

Un aiuto alle vittime dei conflitti

AGIRE Petizioni per la tutela dei diritti della vittime di guerra – L’emergenza cononavirus obbliga a cambiare gli stili di vita costringendoci a casa per il bene della comunità. 

Un disagio da trasformare in opportunità dedicando il tempo liberato agli affetti trascurati, alla lettura o alle altre passioni represse. Buona pratica sarebbe pure dedicarsi alla solidarietà supportando altre persone con difficoltà messe in secondo piano dal dramma pandemico come uomini, donne e bambini sconvolti dalle guerre. Un piccolo gesto benefico nell’alleviare e nel ridimensionare la tristezza per le nostre rinunce e importante per ridare speranza alle vittime della pratica più stolta dell’umanità. Un agire primordiale con il quale l’uomo ha convissuto dalle origini senza lasciare un giorno della sua storia alla pace. Ancora oggi, i conflitti nel mondo infiammano tutti i continenti con duelli tribali, tra gruppi etnici, per il predominio di una religione o delle risorse naturale offerte da Madre Terra. Centinaia di conflitti (qui l’ultimo report di Armed Conflict Location & Event Data Project) per il quale spendiamo 1,8 trilioni di dollari provocando milioni di morti e feriti, 70,8 milioni di profughi (Fonte Unhcr) e costringendo 415 milioni di bambini a vivere in zone di conflitto.

Un piccolo contributo di grande importanza

La difficoltà di relazionarci con problemi complessi come le guerre ci fa sembrare impotenti, debolezza che può tramutarsi in insensibilità o, peggio, in indifferenza, il virus più nocivo presente sul Pianeta. Se è vero che come singoli abbiamo poche possibilità di intraprendere azioni incisive nella soluzione dei conflitti, è altrettanto vero che possiamo supportare chi ha maggiori opportunità di ottenere risultati concreti come le organizzazioni non governative impegnate nella difesa delle vittime belliche. Organizzazioni che traggono la loro forza persuasiva proprio dal sostegno di milioni di persone che contribuiscono alle loro cause con un supporto finanziario o con una semplice firma. A chi vuole fornire il proprio “piccolo” appoggio nella lotta contro gli orrori delle guerre segnaliamo alcune delle molte petizioni in corso.

Assistenza sanitaria per i profughi in Grecia

Scoppiata nel 2011, la guerra siriana ha già provocato centinaia di migliaia di vittime e milioni di profughi, molti dei quali rifugiati in Turchia (circa 3,6 milioni) con il bene placido dell’Europa. Un’umanità che vede nell’Unione europea la speranza di un futuro migliore raggiungibile attraverso la “rotta balcanica” che ha come primo approdo la Bulgaria e, soprattutto, la Grecia. Un viaggio che spesso si arresta nel paese ellenico dove più di 100.000 persone vivono in campi profughi sovraffollati e il precarie condizioni igenico sanitarie (qui un bel reportage con testi di Federica Tourn e foto di Stefano Stranges). Ai pochi al quale è concessa una speranza, come coloro che sono riusciti a registrare una domanda di asilo, viene negato o limitato l’accesso alla assistenza sanitaria gratuita con conseguenze tragiche per i più deboli, come malati e bambini. Per garantire quello che sarebbe un diritto minimo Amnesty ha avviato una raccolta firme (qui in link) per fare pressione sul Governo al fine di consentire il pieno accesso all’assistenza sanitaria. Per aiutare i profughi si può diffondere anche l’appello di 85 Ong greche (qui in link) impegnate nella difesa dei migranti, partecipare alla raccolta fondi di Caritas Ambrosiana (qui in link) o sostenere organizzazioni presenti sul territorio come Emergency e Medici senza frontiere, per altro attive anche nella lotto contro il coronavirus.

Stop alla guerra sui bambini dello Yemen

Secondo uno studio Onu la guerra nello Yemen iniziata nel 2015 ha già causato 100.000 vittime, numero che raddoppia considerando le conseguenze generate dal conflitto, come l’epidemia di colera scoppiata nel 2016. Una situazione drammatica definita dalle Nazioni Unite come “la peggiore crisi umanitaria del Pianeta” dove le principali vittime sono i civili e, in particolare i bambini. Tragedia compiuta anche con le armi vendute da Stati Uniti ed Europa, Italia inclusa. A chiedere la fine delle esportazioni è Save the Children con la petizione che si può firmare qui. Iniziative a sostegno del popolo della penisola araba sono attivate anche da Oxfam con SOS Yemen, sottoscrivibile qui.

Dire basta alle torture nei campi di detenzione libici

“Ci sono più di 7.000 migranti e rifugiati attualmente imprigionati in Libia in centri di detenzione ufficiali gestiti da milizie e gruppi armati affiliati al governo. Le milizie trattengono migranti e rifugiati in condizioni terrificanti, senza accesso a cibo, acqua o cure mediche; e commettono costantemente gli abusi più terribili, come torture, estorsioni, lavoro forzato, violenze sessuali”. La situazione dei migranti rinchiusi nei campi di detenzione in Libia è tristemente nota da tempo. Un orrore perpetrato con il sostegno dell’Europa che Amnesty chiede di porre fine con l’appello da firmare qui.

Per i diritti delle persone in fuga da guerre, disastri, fame e povertà

Nel mondo ci sono più di 65 milioni di persone in fuga da conflitti, violenza, povertà, fame o disastri ambientali, per lo più senza assistenza e senza diritti. Per assicurare loro la dovuta assistenza umanitaria Oxfam ha creato il progetto StandAsOne che si può sottoscrivere qui.




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