Umberto Tozzi prepara l’addio alle scene e svela nuovi progetti
Al ritorno dalla storica serata all’Arena di Verona, il cantautore fa tappa a Milano per presentare a sorpresa le nuove date del suo Final Show, programmate nella primavera 2026. È il momento di una riflessione sulla sua carriera e i suoi impegni futuri: saranno davvero gli ultimi live?

A settantatré anni, dopo cinque decenni di canzoni, album ed esibizioni dal vivo nei teatri e nei palasport d’Italia e d'Europa, Umberto Tozzi si dice pronto a chiudere la sua carriera live con gli ultimi concerti, programmati per la prossima primavera. Data zero il 5 marzo 2026 a Eboli e conclusione (definitiva?) a Londra nel mese di maggio. Il mini tour prolunga quindi “L’ultima notte rosa – The Final Show”: toccherà Bari (7 marzo), Roma (11 marzo), Firenze (14 marzo), Milano (18 marzo), Torino (19 marzo) e Padova (21 marzo), per poi trasferirsi all’estero, dalla Svizzera (a Zurigo il 12 aprile) all’Inghilterra, passando per Graz (26 aprile), Brussels (1 maggio), Parigi (6 maggio).
La decisione di Tozzi non è una sorpresa, perché da tempo il cantautore torinese ha annunciato la volontà di chiudere, almeno per quanto riguarda i live, l’eccezionale carriera che - iniziata nel 1976 - lo ha portato a diventare una vera e propria icona pop per più generazioni. Traguardi che ancora oggi, a cinquant’anni di distanza, sembrano a lui stesso incredibili, considerato che agli esordi sveva tutt'altro in programma e addirittura "non amava troppo la sua voce"; pensava nella più ottimistica delle ipotesi che sarebbe diventato musicista, chitarrista, mai cantante.
La tournée finale, così era stata annunciata, è iniziata nel 2024. I fan la pensavano conclusa all’Arena di Verona con il concerto del 5 ottobre, in una serata alla quale hanno preso parte come ospiti altri artisti tra cui Hauser, Raf, Marco Masini e Laura Pausini.
L'addio è però rimandato ed ecco in arrivo queste altre 12 date: 7 nazionali (7 come le lettere del nome Umberto) e 5 internazionali (5 come le lettere del cognome, Tozzi). Il “ripensamento” è allora dietro l’angolo, come gli chiedonoe. si augurano in molti?
Tozzi assicura di no. Gli anni passano e la vita da un palco all’altro, in giro di città in città in Italia e in Europa comincia a pesare: l’autore di successi universali quali “Gloria”, “Ti amo”, “Gli altri siamo noi”, “Si può dare di più” lo confessa con semplicità e molto realismo. Di passaggio a Milano, accompagnato dal figlio Gianluca che è anche il suo manager, dietro gli occhiali scuri Tozzi è un po’ malinconico, forse, ma non rassegnato né troppo nostalgico del passato. 50 anni di carriera, 2000 concerti, 80 milioni di dischi venduti, un Golden Globe e un Festival di Sanremo vinti nel suo palmares: è il momento di dire basta? Lui immagina un futuro in cui potrà continuare a occuparsi di musica in altri modi, perché la musica è e continuerà a essere la sua vita.
Tanto per cominciare questo “percorso d’addio”, alla fine di novembre uscirà un doppio album live contenente anche 5 inediti. Tra questi la canzone “Vento d’aprile”, svelata per la prima volta nello spettacolo all’Arena di Verona, racconta la storia e le emozioni dell’incontro di Tozzi e di sua moglie Monica con una bambina di 5 anni malata di leucemia e in attesa del trapianto. È stata questa un’esperienza molto forte che li ha spinti a dare un contributo per sensibilizzare le persone sulla donazione del midollo osseo: un brano al quale l’autore tiene quindi in modo particolare.
Tra riflessioni e bilanci, un pensiero del veterano sulla musica italiana di oggi? L'artista sottolinea come si avverta una certa omologazione, la mancanza di voci originali, a differenza di quanto accadeva nella sua generazione, quando ogni giorno si scopriva un autore con un timbro particolare, diverso dagli altri. L'augurio di Tozzi è che possano emergere nuovi talenti che si distinguano per la musica e il messaggio.
Sogni ancora da realizzare? Il suo lavoro di cantautore ha incrociato più volte nella carriera il mondo del cinema, “prestando” alcune canzoni di grande successo per film che sono arrivati al cuore di tutti da “I nuovi mostri” di Monicelli a “Flashdance” di Adrian Lyne. Ora gli piacerebbe provare un'esperienza nuova, comporre musica per una colonna sonora originale, tutta sua. E chissà che non possa succedere nel prossimo futuro!
Intanto sono in vendita a partire da oggi sulle piattaforme online i biglietti per i concerti della prossima primavera.
Eleonora Poli

