mercoledì 1 luglio - Attilio Runello

Trentotto miliardi dell’Unione europea dopo sette anni non sono ancora stati spesi

In sette anni non siamo riusciti a spendere trentotto degli oltre cinquanta miliardi messi a nostra disposizione dall'Unione europea. Si tratta di soldi che si potrebbero perdere, oppure immettere nella nostra economia, realizzare progetti ed essere più vicini all'Europa. Singolare l'impegno per indebitarsi col Mef o altri fondi quando non si riescono a spendere trentotto miliardi.

Del bilancio dell'Unione europea 2014 - 2020 ci rimangono ancora fondi per trentotto miliardi da spendere. In questi anni ne abbiamo spesi circa quindici.

Se riusciamo - e dovremmo farcela - ad adempiere almeno alle prime fasi richieste avremo una proroga di tre anni da parte dell'Unione: per spenderli e rendicontarli.

La Commissione inoltre sta predisponendo il bilancio che va dal 2021 al 2027. I nostri rappresentanti potrebbero essere degli interlocutori validi anche nel proporre formule che ci rendano più facile gestire la nostra parte di fondi.

Siamo sempre stati indietro rispetto a molti altri paesi nel gestire questi fondi. Non si può attribuire la responsabilità a una parte politica. 
Oggi esiste una istituzione Invitalia che affianca la PA nella gestione di questi fondi. Molto è demandato alle regioni.

Di questi fondi le nostre forze politiche hanno sempre parlato poco. Spenderli vuol dire immettere soldi nella nostra economia ma anche sviluppare progetti che possono aiutarci ad integrarci nell'Unione.

Circa due miliardi l'Unione ce li ha concessi per le spese sanitarie per il Covid-19.

Potrebbero essere dirottati tutti per le spese sanitarie? Potrebbe essere richiesta una semplificazione nella gestione di questi fondi? Forse.

Certo che risulta singolare che forze politiche di entrambi gli schieramenti si stiano impegnando per ottenere i soldi del Mes - che sono sempre prestiti da restituire - quando in sette anni siamo riusciti a spendere solo il trenta per cento dei soldi che sono già a nostra disposizione. Ed è stato singolare l'impegno per indebitarsi di più in titoli di stato quando poi non si riescono a spendere soldi che si rischia anche di perdere.

 



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