sabato 13 giugno - Doriana Goracci

Tre amici con 3 biciclette e un Monte Ventoso

Il Mont Ventoux, in italiano Monte Ventoso, è un massiccio montuoso della Provenza, in Francia, la cui cima raggiunge i 1.912 metri , soprannominato dai francesi il "Gigante della Provenza" o anche il "Monte Calvo".

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Tre amici di Marsiglia, 2 italiani e uno francese, hanno deciso nei giorni scorsi di scalarlo in bicicletta,loro comune passione quotidiana. Uno dei 3, è mio figlio.
 
Tornando al Monte Ventoso, è classificato" Riserva della biosfera dall'UNESCO, presentando una geologia e una flora particolari, nonché una fauna assai ricca, fanno parte di questa anche le limitrofe prealpi di Vaucluse, il Plateau d'Albion e le caratteristiche Gorges de la Nesque, profonda incisione fluviale in roccia carsica. La piana e i colli alla base del Ventoux sono rinomati per il vino (Côtes du Ventoux) e le uve da tavola.Il nome sembrerebbe derivare da "vento": il Maestrale (il Mistral in francese), soffia infatti sul suo crinale sommitale con continuità e grande violenza, raggiungendo e superando spesso i 160 km/h (la velocità massima raggiunta dal Mistral fu di 313 km/h, registrata il 20 marzo 1967 per poi diffondersi nella pianura sottostante, sino al mare.
 
 
 
Ma un'interpretazione più moderna e approfondita assegna l'origine del nome Ventoux al lemma pregallico ventur, poi passato nella lingua occitana, che significa "colui che si vede da lontano". Anche nelle locali lingue provenzale e occitano il Monte non è chiamato Ventoux, bensì "Ventour".
 
La prima ascensione di cui è rimasta traccia è quella effettuata a scopo mistico dal Petrarca il 26 aprile 1336, lungo il boscoso versante settentrionale. Egli descrisse l'impresa nella lettera Ascesa al monte Ventoso:" Oggi spinto dal solo desiderio di vedere un luogo celebre per la sua altezza, sono salito sul più alto monte di questa regione, chiamato giustamente Monte Ventoso. Da molti anni mi ero proposto questa gita; come sai, infatti, per quel destino che regola le vicende degli uomini, ho abitato in questi luoghi sino dall’infanzia e questo monte, che a bell’agio si può ammirare da ogni parte, mi è stato quasi sempre negli occhi. […] Partimmo da casa il giorno stabilito e a sera eravamo giunti a Malaucena, alle falde del monte, verso settentrione. Qui ci fermammo un giorno ed oggi, finalmente, con un servo ciascuno, abbiamo cominciato la salita, e molto a stento. La mole del monte, infatti, tutta sassi, è assai scoscesa e quasi inaccessibile, ma ben disse il poeta che «l’ostinata fatica vince ogni cosa»."
 
 
Tornando ai 3, senza servo alcuno, nessuno di loro, credo che nutra particolari tendenze mistico-religiose, eppure... Mi ha scritto mio figlio da Marsiglia: "è una salita dura una tappa importantissima del Tour de France. Per noi che non siamo ciclisti allenati è stata abbastanza dura... è un po' un viaggio iniziatico: devi tenere, non mollare mai. E' tutta salita, spesso molto ripida, all'inizio sei nella foresta e la temperatura è fresca poi l'ultima parte è una pietraia oltre i 1500 mt, meno ossigeno e paesaggio lunare."
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"Nel XV secolo sulla cima fu costruita una cappella dedicata alla Santa Croce.Fin dal XII secolo, i cantieri navali di Tolone hanno utilizzato gli alberi che crescevano sui suoi pendii. Il monte fu rimboscato nel XIX secolo con la discutibile introduzione di Pini neri d'Austria e di Cedri, oggi largamente contestata da botanici ed ecologi. La parte sommitale è sprovvista di vegetazione arborea e arbustiva a causa del vento e delle vaste pietraie, specialmente sul versante aprico. Ospita dal 1882 un osservatorio meteorologico. Ai piedi della montagna, sul lato Sud-ovest, si trova la celebre cappella romanica di S. Maria Maddalena, edificata attorno all'anno 1000."
Poi ho chiesto ancora al figlio cosa pensasse mentre saliva, all' inizio e dopo, e lui mi risponde su messenger: "mettermi alla prova,alle sfide,e al tempo stesso al piacere che la discesa preannunciava.Siamo saliti in poco più di due ore e mezza e la discesa solo 19 minuti a una media di 50 km all'ora !"
Aggiungo quanto scrisse Edward Abbey scrittore statunitense, noto per il suo interesse per l'ambiente e l'ecologia: "Possa il vostro cammino essere tortuoso, ventoso, solitario, pericoloso e portarvi al panorama più spettacolare."
 
Se chanto, tutto qui: passata questa pandemia spaventosa,non vedo l'ora dopo alcuni mesi di stare li- dalla figlia e il figlio emigrati- la mia baia preferita sul mare di Marsiglia.

Doriana Goracci




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