venerdì 18 novembre - Giovanni Greto

“Torneremo ancora” al Teatro Malibran di Venezia

Simone Cristicchi e Amara ricordano Franco Battiato con un “Concerto Mistico”

 

Il secondo ed ultimo appuntamento musicale, quasi alla conclusione del Festival delle Idee. Emozioni collettive, ha avuto in programma l’esibizione, in un Teatro Malibran quasi al completo, di Simone Cristicchi (Roma, 5 febbraio 1977) e Amara, nome d’arte scelto da Erika Mineo (Prato, 14 giugno 1984).

I due artisti cantautori hanno inteso rendere omaggio al misticismo di Franco Battiato (Jonia, Catania, 23 marzo 1945 – Milo, 18 maggio 2021), attraverso una selezione di canzoni, da un notevole repertorio, che evidenziassero la filosofia e la spiritualità del cantautore siciliano.

Buona la resa strumentale, grazie agli arrangiamenti intelligenti e di buon gusto di Valter Sivilotti, direttore musicale, pianista e tastierista e alla presenza dei solisti dell’Accademia Naonis di Pordenone : Lucia Clonfero, violino; Igor Dario, viola; Alan Dario, violoncello; Franca Drioli, soprano; Umberto Trombetta, U.T.”Gandhi” (San Daniele del Friuli, 17 aprile 1960), batteria. Artista molto noto, quest’ultimo, nel panorama jazzistico italiano, che acquistò visibilità facendo parte degli “Electric Five” di Enrico Rava.

I due protagonisti, Cristicchi e Amara hanno visto arricchita la loro vocalità, grazie ai numerosi interventi della soprano Franca Drioli, la quale è riuscita meritatamente ad avere uno spazio solistico per interpretare “Romanza”, tratta da Gilgamesh, la seconda opera lirica composta da Battiato, che debuttò il 5 giugno 1992 al Teatro dell’Opera di Roma.

Tra la reinterpretazione dei molti successi del compositore, si sono potute ascoltare alcune sue riflessioni, mentre Cristicchi leggeva alcuni passi rivelatori di un’esistenza indirizzata alla spiritualità. I due artisti hanno interpretato solisticamente quasi lo stesso numero di canzoni alternate ad altre insieme, ottenendo in entrambi i casi l’approvazione del pubblico.

Quasi scusandosi, verso la fine dello spettacolo hanno proposto, in maniera acustica, tre canzoni originali.

La prima, Che sia Benedetta, di Amara, interpretata con successo da Fiorella Mannoia; la seconda, Abbi cura di me, di Cristicchi, presentata al Festival di Sanremo del 2019; la terza, Le poche cose che contano, scritta da entrambi e cantata assieme.

Professionali tutti i musicisti coinvolti. Oltre alla soprano, vanno fatti i complimenti al Direttore musicale, che ha alternato al suono del pianoforte classico, le sonorità ben selezionate di una tastiera, che hanno arricchito e conferito carattere alle canzoni; al trio d’archi per una sonorità nitida, brillante ed espressiva; al veterano batterista, trascinatore ritmico, in grado di conferire colori diversi a seconda delle situazioni musicali.

Finale affidato a Voglio vederti danzare e Centro di gravità permanente, canzoni per le quali Cristicchi e Amara hanno incitato il pubblico, che forse non vedeva l’ora di scatenersi, ad un frenetico battico di mani, purtroppo, come spesso succede nelle situazioni dal vivo, non perfettamente sincronizzato nella percussione.

Conclusione inevitabile affidata all’esecuzione, in duo, di Torneremo ancora, di cui riporto alcuni passaggi che hanno colpito Amara. Secondo il suo sentire risuonano come una profezia:

                        Molte sono le vie

                         ma una sola

                 quella che conduce alla verità.

                    Finchè non saremo liberi

                torneremo ancora, ancora e ancora.

 




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