mercoledì 4 settembre - YouTrend

Titolo di studio ed età: due variabili chiave delle intenzioni di voto

Dal nostro ultimo sondaggio per Sky TG24 emerge che le intenzioni di voto si modificano sensibilmente a seconda del livello di istruzione e dell’età anagrafica

di Alessio Vernetti

Nell’ultimo sondaggio Quorum/YouTrend presentato lo scorso 30 agosto su Sky TG24 sono state mostrate innanzitutto le intenzioni di voto degli italiani: a fronte di un calo della Lega (31,9%) rispetto alla nostra ultima Supermedia, sono cresciuti PD (22,3%) e Movimento 5 Stelle (18,6%), mentre nel centrodestra si è registrato il sorpasso di Fratelli d’Italia (8,8%) su Forza Italia (6,8%).

Questi i dati aggregati. Proviamo ora ad analizzare le intenzioni di voto incrociandole con due elementi: il titolo di studio e l’età.

Generazioni diverse votano forze politiche diverse

Esistono alcuni partiti con un maggior appeal tra le fasce più giovani: è il caso soprattutto del centrosinistra, dove il Partito Democratico è sensibilmente più votato dai giovani nella fascia 18-34 (28,5%) rispetto alla fascia degli over 55 (22,8%) e ancor più rispetto a chi ha tra i 35 e i 54 anni (18,2%), indice di una minore aderenza alle idee del partito da parte di coloro che si trovano perlopiù in età lavorativa. Anche +Europa va forte tra gli under 35, dove raccoglie il 9,0%, ma si fa più debole tra gli adulti di mezza età (4,5%) e cala drasticamente allo 0,5% tra gli over 55.

Non mancano però le eccezioni: la lista “La Sinistra” è stata indicata dall’1,5% degli under 35, ma cresce al 3% nella fascia di mezza età e al 3,7% tra gli over 55. Al contrario, Forza Italia è leggermente più votata dai giovani (8%) che dagli ultratrentacinquenni: gli azzurri sono infatti nelle intenzioni di voto del 6,9% di coloro che hanno tra i 35 e i 54 anni e del 6% degli over 55.

I partiti del centrodestra sovranista, cioè Lega e Fratelli d’Italia, sono invece più deboli nelle fasce giovani della popolazione, ma si rafforzano sensibilmente tra chi ha più di 35 anni. In particolare, il Carroccio è indicato solo dal 20,3% degli under 35, mentre si attesta al 35,2% nella fascia 35-54 e al 35,5% tra gli ultracinquantacinquenni, mentre il partito di Giorgia Meloni raccoglie il 5,9% tra i più giovani per salire al 9,1% negli adulti di mezza età e al 10,2% tra gli over 55.

Più trasversale il consenso di cui gode il Movimento 5 Stelle: il voto nelle 3 fasce d’età non si discosta in maniera così eccessiva dalla media del 18,6%, attestandosi al 18,9% tra i più giovani, al 20,2% nella fascia anagraficamente intermedia e al 16,7% in quella più anziana.

Il tasso di astenuti e indecisi, infine, è lievemente più basso tra i giovani (45,5%), mentre per gli over 35 è pari al 46,8%.

Il titolo di studio, una chiave di lettura importante

Il tasso di astensione e indecisione varia invece sensibilmente a seconda del titolo di studio, accrescendosi col passare da chi possiede titoli di studio non superiori alla licenza media (46,5%) a chi ha in mano un diploma (48,7%) e ancor più una laurea (50,3%).

I due partiti che mostrano una maggiore variabilità a seconda del titolo di studio sono +Europa e il Movimento 5 Stelle: il movimento guidato da Benedetto Della Vedova convince solo l’1,6% di chi ha un titolo non superiore alla licenza media e il 2,7% di chi si è diplomato, ma raggiunge il 14,8% tra i laureati, mentre al contrario i pentastellati hanno solo il 12,8% tra i laureati, ma arrivano al 19% tra chi ha sostenuto l’esame di maturità e al 20,3% tra chi non va oltre l’esame di terza media.

Anche Fratelli d’Italia mostra un trend simile al Movimento 5 Stelle: a fronte di una media dell’8,8%, il partito di Giorgia Meloni raggiunge il 10,8% tra chi ha un titolo di studio inferiore o uguale alla licenza media, ma cala al 7,8% tra chi ha terminato le scuole superiori e al 6,1% tra chi ha concluso almeno un ciclo di studi universitario.

In realtà, anche la Lega di Matteo Salvini mostra il medesimo trend dell’ex partner di governo e di Fratelli d’Italia, ma con variazioni sensibilmente più contenute: si passa infatti dal 32,1% tra chi non è andato oltre il primo grado della scuola secondaria al 31,8% tra i diplomati e al 31,4% tra i laureati. Insomma, guardando al titolo di studio, la distanza dalla media complessiva delle intenzioni di voto per il Carroccio (31,9%) è inferiore al mezzo punto percentuale.

Infine, nelle intenzioni di voto per PD e Forza Italia, come anche per la lista “La Sinistra”, non sono ravvisabili trend crescenti o decrescenti relativamente al titolo di studio. Per il partito principale del centrosinistra, a fronte di una media del 22,3%, si passa dal 20,4% tra chi non va oltre la terza media al 23,9% tra i diplomati, per poi calare al 22,8% tra i laureati. Al contrario Forza Italia – che stando alle intenzioni di voto si attesterebbe al 6,8% – va oltre tale media tra chi non è andato oltre la scuola secondaria di primo grado (7,8%), ma si posiziona al di sotto di questa media tra chi ha conseguito la maturità (5,9%) o la laurea (6,6%). Per concludere, la lista “La Sinistra”, che globalmente è stata indicata dal 2,9% di chi non si astiene, raccoglie il 2,7% tra chi non si è spinto oltre la licenza media, il 3,1% tra i diplomati e il 3,0% tra i laureati.




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