venerdì 5 settembre 2014 - soloparolesparse

The Penny Dreadful Picture Show, roba da divertirsi

Poi arriva quel film che non ti aspetti, che ti sorprende, e che ti sorprende ancora di più quando scopri che nasce dalla mente evidentemente geniale racchiusa nel bel visino di Eliza Swenson. Si, perchè The Penny Dreadful Picture Show è roba davvero da divertirsi.

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Tre episodi horror, come era tipico negli anni ’80, legati tra loro da un episodio guida (che è forse la cosa migliore dell’intero film), com’era tipico sempre negli anni ’80.

L’episodio guida ci porta in una villa grottesca e inquietante, in cui vive Penny, sorta di affascinante bambola Frankenstein e interpretata dalla stessa Swenson. Con lei due amici/servitori, un uomo lupo ed uno zombie. Lei è alla ricerca del bacio del vero amore (che probabilmente le dovrebbe regalare l’immortalità) ed è appassionata di cinema horror. Così cerca potenziali amori su internet e li invita a guardare film nella sua sala cinema privata, in compagnia di una serie di bambole tutte scassate.

Ironico, grottesco, tra il freak show e l’esaltazione del bello estremo. Costumi, scene e personaggi sono da applausi.

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E poi ci sono i tre episodi, che naturalmente sono i tre film proiettati nella sala cinema.

Slash in the box è un gioiellino, diretto da Nick Everhart, immediato, letale, si gioca con una scatola a sorpresa vagamente incazzosa. Una casa, un lui bello, una lei bellissima e in intimo, schizzi di sangue.

The morning after, diretto dalla stessa Eliza Swenson è una storia di vampire lesbiche, perfettamente costruita sulla sua protagonista, che si sveglia e non ricorda più cosa è accaduto la notte precedente. Però sente di avere tutti i sensi esaltati, anche se il suo corpo paga un po’ i probabili eccessi della nottata.

E poi The Slaughter house, il migliore dei tre, per la regia di Leight Scott. Omaggio evidente a Non aprite quella porta, col quale però gioca a livello di omaggio e soprattutto si diverte a ribaltare le carte in tavola. Al punto che ben presto non sappiamo più dove sia l’orrore: nella famiglia freak o nei giovani ospiti vittime (forse) predestinate?

Se vi capita, non perdetelo!




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