martedì 20 luglio - Attilio Runello

The Economist accusa la nazionale italiana di razzismo

The Economist, prestigioso quotidiano britannico ha accusato l'Italia di razzismo. La notizia è stata ripresa da un quotidiano italiano. La ragione dell'accusa è la mancanza di giocatori di colore nella nostra nazionale.

Il prestigioso quotidiano inglese The Economist ha accusato con un redazionale (un articolo senza firma) la nazionale italiana di razzismo perché non ha fatto giocare e non aveva nella sua rosa nessun giocatore di colore.

La notizia è stata riportata da un quotidiano italiano. Che agli inglesi la sconfitta non sia andata giù e che non hanno avuto un comportamento di fairplay è cosa risaputa. I giocatori inglesi che si sono tolta la medaglia subito dopo averla ricevuta è stato un esempio.

Da diverse interviste risulta che erano sicuri di vincere la partita. In effetti erano i favoriti. Non sempre i giocatori italiani si sono inginocchiati prima delle partite e questo in Italia aveva dato adito a qualche critica. Tuttavia non ci aspettavamo che a distanza di giorni arrivasse un attacco a mezzo di stampa sulla composizione della rosa.

L'Italia ha fatto giocare in passato alcuni giocatori di colore: Balotelli è il più famoso, che se non fa più parte della nazionale è solo perché il suo rendimento è calato moltissimo. Quest'anno ha giocato in serie B. Anche Ogbonna ha vestito la maglia azzurra in passato. Moise Keane ha sfiorato la convocazione.

Inoltre nella rosa erano presenti dei calciatori oriundi : Emerson Palmieri, Rafael Toloi, Jorginho. Il giornale inglese afferma che in questo modo il torneo ha mancato un appuntamento importante per il multiculturalismo. E che cosa dire allora dei cori razzisti che provenivano proprio dalla tifoseria inglese?

Comunque si tratta di un episodio isolato per quanto importante e i rapporti calcistici fra Italia e Inghilterra sono sempre stati ottimi a giudicare dagli allenatori italiani che si sono affermati in Inghilterra, non ultimo Fabio Capello che aveva allenato la loro nazionale.

 

 




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