lunedì 11 marzo - Françoise Beck

Tengo tanto conto di voi!

Le vittime di ogni tipo rappresentano una bella opportunità supplementare per i politici che vogliono mettersi in avanti. Così diventono "valori utili". Da un lato conosciamo una società asettica e dall'altro conviene farsi vedere attenti al buon cuore. E vale soprattutto per chi ne ha poco.

Purtroppo assistiamo ad un'utilizzazione politica di tutte le vittime: partigiani durante le guerre, donne stuprate, persone vittime del razzismo, minoranze. Così vediamo tanti politici che usano i drammi degli altri per la loro campagna, la loro immagine. Fanno discorsi vibranti. Offrono la possibilità di prendere la parola a vittime della mafia, dell'estremismo, anche in contesti fuori luogo. Qua la sincerità non ha importanza, esiste solo una finta empatia. Ed il peggio tiene nel fatto che tutti dimostrano una voglia illimitata di crederci. Eppure conosciamo l'empatia manipulatrice, come lo dice lo psichiatra Serge Tisseron. Ne ha fatto il soggetto di un libro. Ed il peggio è che l'empatia manipolatrice gioca con le emozioni. Quindi è molto facile per i politici di usarla. Giocano sulle emozioni di che è vicino alle vittime e del pubblico avido di credere il politico.

L'errore è di non capire, per diversi motivi. Coloro che ascoltano i politici cercano di rafforrzare le loro scelte di voto o di trovare un voto. Una parola, un sorriso, uno sguardo preoccupato, una mano sulle spalle... ed è cosa fatta. I politici non rifiutano di intrappolare facilmente. E le emozioni costituiscono una trappola ideale. Di più non siamo ben formati a resistere, neanche a decodificare i discorsi e le parole. Chi va d'accordo con la malavita? Il pubblico dei politici è facile da trovare, da ingannare. Insomma si tratta di un falso altruismo e, spesso, è legato alla manipolazione narcisistaa. Questi politici, oggetti del presente articolo, dimostrano amabilità, simpatia, seduzione, attenzione con l'unico scopo di ricevere voti. Si sentono bene solo con l'ammirazione degli altri. E la prima opposizione li rende aggressivi. Non sono, appariscono.

Purtroppo, la sociologia sa che il narcissismo è sempre più grande, che rovina i rapporti nella società, che distrugge la vita sociale.

Ma nessuno vuole opporsi perché la stessa società sceglie la facilità. Il rifiuto dello scontro. Quindi la strada, no, il boulevard è largo davanti i politici alla parola sciolta, pieni di loro stessi, non preoccupati da nessuno per assenza di coscienza dalle due parti.

Françoise Beck




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