giovedì 7 febbraio - Giuseppe Ottaviano

Tav | Libertà di stampa? Oggi la sentenza del processo d’appello al giornalista Falcioni

Attesa per questa mattina la sentenza di Appello del processo al giornalista Davide Falcioni, che aveva documentato il movimento No Tav in Val di Susa. 

I lettori di AgoraVox Italia conoscono bene la storia del giornalista Davide Falcioni, condannato in primo grado a 4 mesi di reclusione con sospensione della pena per violazione di domicilio nell'ambito di un processo ingiusto e pretestuoso. 

Falcioni nel 2012 stava realizzando per AgoraVox Italia un reportage sul movimento No Tav in Val di Susa, documentando le manifestazioni e raccogliendo le testimonianze dei protagonisti della protesta. A lavoro terminato fu chiamato come testimone dalla difesa di alcuni No Tav sotto processo per l'occupazione simbolica di uno studio di geologi che faceva capo alla ditta Geovalsusa. Durante la testimonianza, il giudice decide di indagare Falcioni per gli stessi reati di cui sono accusati gli altri imputati. In questo modo il PM invalida l'unica testimonianza a favore della difesa che smentisce la versione dell'"occupazione violenta". Qui, qui, e pure qui trovate tutta la storia di Davide ed i suoi articoli

La sentenza di primo grado mette seriamente in pericolo la libertà di informazione e il diritto di cronaca, limitando enormemente il ruolo del giornalista nel fare informazione. La trama del processo è a tiente fosche, e alcune domande rivolte a Davide Falcioni dal PM fanno storcere il naso: perché un giornalista marchigiano si interessa della linea Tav? Come mai Agoravox decide di occuparsi così tanto di Tav?

Degli iniziali capi d'accusa, palesemente infondati, ne rimane in piedi solo uno: violazione di domicilio, poiché Falcioni nel documentare la protesta aveva seguito i manifestanti.

"Sono incriminato per aver fatto il giornalista. Accetterò la sentenza, qualunque essa sia, ma non accetterò la censura e continuerò a fare il mio lavoro": il messaggio che Falcioni ha affidato ai social alla vigilia della sentenza del processo d'Appello.

Sulla questione è intervenuto anche Pippo Civati che ha espresso la propria vicinanza al giornalista con un Tweet 




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