mercoledì 4 febbraio - Annalisa Martinelli

Streets of Minneapolis, la canzone-protesta di Bruce Springsteen

The Boss, come viene soprannominato da sempre Bruce Springsteen, ha scoccato la sua freccia che è andata dritta al punto centrale. La sua "Street of Minneapolis" non è solo una nuova canzone, è un atto di denuncia, un brano di protesta potente e immediato. "Ho scritto questa canzone sabato - ha dichiarato Springsteen sui suoi canali social (e si riferisce al sabato 24 gennaio, in cui è stato ucciso Alex Pretti) - l'ho registrata ieri (il 27 gennaio) e ve l'ho pubblicata oggi (28 gennaio) in risposta al terrorismo di Stato che sta colpendo la città di Minneapolis. È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini immigrati, e in memoria di Alex Pretti e Renée Good."

È un brano scritto d'impeto, e pubblicato in tempi record, per denunciare i soprusi delle recenti operazioni dell'ICE (l'agenzia federale per l'immigrazione) e del Dipartimento della Sicurezza interna a Minneapolis.

Il 30 gennaio scorso, Bruce Springsteen è apparso a sorpresa sul palco dello storico locale First Avenue di Minneapolis, all'evento organizzato da Tom Morello - "A Concert of Solidarity and Resistance to Defend Minnesota!"- per raccogliere fondi a favore delle famiglie dei cittadini uccisi per mano dell'ICE. Il concerto ha visto la partecipazione di diversi artisti e attivisti. L'atmosfera nel leggendario First Avenue era solenne e carica di emozione palpabile, che ha unito migliaia di persone in una sorta di catarsi collettiva. Dalle sensazioni di impotenza, stress e dolore causate dagli atti violenti e dai lutti, è stato possibile incanalare la rabbia in forza dirompente della protesta attiva.

Il brano di Bruce Springsteen è una denuncia diretta all'uso della forza da parte de "l'esercito privato di Re Trump", accusando gli agenti di adottare "tattiche da Gestapo". Descrive Minneapolis come se fosse una città sotto scacco e occupata da forze straniere che ne calpestano i diritti democratici e la dignità umana.

Tom Morello, attivista politico di lunga data oltre che fenomenale chitarrista, ha lanciato diversi attacchi frontali contro l'amministrazione Trump ed ha sottolineato l'importanza dell'azione collettiva: "Nessuno verrà a salvarci, se non noi stessi." Durante l'esibizione Morello ha compiuto il suo iconico gesto, ha girato la chitarra per mostrare un chiaro messaggio sul retro: "Arrest the President" - Arrestate il Presidente.

 

https://www.youtube.com/watch?v=GDaPdpwA4Iw&list=RDGDaPdpwA4Iw&start_radio=1




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